lo spilloL'irrazionalità di una psicosi

Il Giornale aveva raccolto i segnali d'allarme in tempi non sospetti. Il clamore mediatico sulle operazioni in derivati con Nomura e Deutsche Bank aveva avuto come effetto una fuga dei correntisti. «Qualche miliardo», come ha confermato la banca, se n'è andato. Un paio di promotori sono passati ad altre reti, ma finora lo si può considerare normale turnover. Tuttavia, occorre porsi una domanda: perché fuggire dal terzo istituto del Paese è considerato una prassi praticabile? La banca, con i 4 miliardi di Monti-bond, è al sicuro. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi garantisce i correntisti fino a 100mila euro. Insomma, la fuga non aveva alcuna ragione, tutt'al più poteva essere un appiglio per i clienti più facoltosi per farsi riconoscere condizioni migliori dall'istituto. Niente da fare, con l'emergere delle perdite su Alexandria e Santorini ha prevalso la psicosi collettiva: ritirare i risparmi dal Monte per proteggerli da chissà quale catastrofe. Siena è responsabile del suo passato, questo sì. Ma in Italia il prevalere dell'irrazionalità quando si tratta di risparmio ha radici più profonde di qualsiasi crisi finanziaria. Passeggera o di lungo corso che sia.