Sprint di Mediaset (+16,5%) La Borsa punta sulle pay-tv

Sprint di Mediaset a Piazza Affari: Il rialzo è del 16,45% a 3,38 euro. Il rally della società (ieri sono stati scambiati 54 milioni di pezzi, sei volte la media), che dal 5 novembre aveva lasciato sul terreno il 25% circa, è stato innescato dall'annuncio del progetto di integrazione tra le pay tv in Italia e Spagna, aperto anche a nuovi soci, che potrebbero entrare anche direttamente in Mediaset. L'operazione punta a creare una nuova società dove far confluire il 100% di Mediaset Premium (Italia) e il 22% di Digital+ detenuto da Mediaset Espana. Gli analisti ritengono probabile che con questo progetto Mediaset punti a ottenere il controllo di Digital+ insieme a Telefonica (anche lei socia della pay tv iberica con il 22%), oggi in mano a Prisa, la società che edita El Pais, che detiene il 56% delle quote azionarie. I contenuti della pay tv, che potrebbero essere dunque trasmessi anche sulle reti telefoniche a banda larga fisse e mobili, sono considerati un asset da valorizzare. Equita valuta l'operazione «positiva perché può essere definito un valore per Mediaset Premium». Mediaset dunque sta facendo un'operazione simile a quella fatta per le torri di trasmissione, ossia per la rete del digitale terrestre, dove ha fatto confluire i suoi asset in una società dedicata, Ei Towers che oggi è quotata in Borsa. Ma c'è anche dell'altro.
Secondo indiscrezioni Mediaset ha avviato, da qualche mese, una trattativa con Al Jazeera riguardante un'alleanza nella pay tv. L'emittente del Qatar intenderebbe rafforzare ulteriormente la presenza in Europa, dopo aver consolidato le posizioni in Francia e l'Italia sarebbe la prescelta come nuovo obiettivo di espansione nel Vecchio Continente. Ci potrebbero essere anche altri soggetti interessati come Canal Plus: l'emittente francese, infatti, non è presente in Spagna come pure Sky. Anche gli analisti di Mediobanca fanno notare come nel breve periodo il titolo in Borsa potrebbe beneficiare del fatto che lo spin off della pay tv (attività che a mala pena chiuderà quest'anno in parità, ma nel 2011 per esempio ha perso 70 milioni), potrebbe fare emergere un maggior valore per il business digitale di Mediaset. In altre parole, spiegano sul mercato, l'annuncio del gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi è un chiaro segnale della volontà di interrompere una volta per tutte le perdite cumulate nei canali a pagamento. La ricerca di un partner è dunque fondamentale perchè i diritti del calcio e dello sport, asse portante delle tv a pagamento, costano sempre più. Inoltre nonostante il ribasso degli ultimi due mesi, il titolo Mediaset, in un anno, ha raddoppiato portando il valore della società a 3,7 miliardi di euro.