Sprint della raccolta a marzo Nuovo record del patrimonio

Gli afflussi netti pari a 11,5 miliardi portano la massa amministrata a quota 1.854 miliardi. Risparmiatori ancora prudenti: fondi monetari i più gettonati

A marzo la raccolta complessiva dell'industria italiana del risparmio gestito ha registrato un'accelerazione rispetto al mese di febbraio totalizzando 11,5 miliardi di euro (+26,5% sul mese precedente), portando a 26,6 i miliardi di euro raccolti nel primo trimestre. In virtù di questi flussi il patrimonio in gestione ha stabilito il nuovo primato assoluto pari a 1.854 miliardi.

Masse quasi equamente distribuite tra fondi comuni (898,3 miliardi) e gestioni di portafoglio (955,8 miliardi). Nel trimestre sono confluiti 13,7 miliardi nelle gestioni di portafoglio e 12,9 miliardi nei fondi comuni. Il mese scorso, i fondi aperti hanno calamitato 7,1 miliardi mentre le gestioni per gli istituzionali si sono fermate a 4,2 miliardi.

La categoria preferita dagli italiani è quella dei monetari euro (2,4 miliardi): segno evidente che, nonostante la stabilizzazione dei mercati a partire dalla metà di febbraio, si preferisca ancora aspettare prima di prendere una decisione di investimento a medio lungo termine; a seguire gli obbligazionari con 2,1 miliardi di raccolta, i flessibili (1,5 miliardi), gli azionari (747 milioni) e infine i bilanciati (454 milioni).

In termini di patrimonio in gestione, gli obbligazionari restano ampiamente leader di mercato con 349,9 miliardi (41,2% su totale): seguono i flessibili (201,4 miliardi e 23,7% di quota di mercato), gli azionari (182,2 miliardi e 21,5% di market share), i bilanciati (67,8 miliardi e 8% di quota di mercato) e i fondi monetari euro (42,6 miliardi e 5 per cento di share). Infine, la partita tra fondi di diritto italiano e fondi esteri è vinta anche a marzo da questi ultimi che hanno incamerato 7,6 miliardi (mentre i fondi made in Italy hanno accusato deflussi mensili per 517 milioni): a fine marzo i fondi esteri vantavano 620 miliardi di patrimonio in gestione (73% del totale) contro i 229,1 miliardi dei fondi italiani (27%).