Squinzi: "Le imprese sono disperate"

Il presidente Giorgio Squinzi invita a pensare all'economia reale del Paese. E poi dice no a una nuova manovra correttiva

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi

Il presidente di Confindustria lancia (ancora una volta) l'allarme. "C’è un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori. Serve un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza dell’economia reale del nostro Paese", ha dichiarato Giorgio Squinzi, in vista del Consiglio dei ministri che stasera dovrà varare il decreto sui debiti della Pubblica amministrazione.

Il leader di Confindustria ha poi espresso l'augurio affinché "alla fine le ragioni delle imprese vengano riconosciute, perché è fondamentale. Le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito".

Squinzi ha poi tuonato contro l'eventualità di una nuova manovra correttiva. "Noi ci auguriamo di no. Bisogna che si facciano veramente i conti".

Commenti

max.cerri.79

Mer, 03/04/2013 - 13:36

Siamo seri, ma chi crede alla storiella che non ci sarà l'ennesima manovra sullee nostre spalle? Mi auguro solo che le forze armate prendano coscienza della situazione in cui siamo e quando la rivoluzione scoppierà, perché ormai non c'è più il forse ma resta solo il quando, combatteranno al fianco del popolo

Joecasti

Mer, 03/04/2013 - 21:25

Tutti voi e altri milioni di italiani purtroppo ancora non si sono resi conto che l'Europa impedirá che le amministrazioni pagheranno i loro debiti alle imprese con il pretesto che col deliberare i soldi bloccati dalle amministrazioni l'italia sfonderá il tetto del deficit del 3%. Quanto volete scommetterci? In realtá l'Europa (Olli Rehn) vuole affossare definitivamente l'economia italiana, cosí come sta facendo in cipro e ha fatto in grecia. E questi stupidi politici italiani (tutti quanti, senza eccezione!!)non sanno fare altro che bisticciarsi e farsi i dispetti come i bambini.Il motivo perché Monti ha rinviato il decreto é stata una telefonata con la dittatura UE. Molti foristi consigliano di non spendere piú del necessario, ma questo non é altro che suicidio, inanzitutto delle imprese che se non vendono devono chiudere e dopo dei lavoratori che logicamente vengono licenziati. Bisogna consumare (naturalmente chi ha soldi) e comprare prodotti italiani che vengono prodotti in Italia, affinché l'economia possa riprendere e impedire che lo stato faccia ancora piú debiti. Meno consumo->meno tasse per lo stato e quindi aumento del debito->meno produzione di prodotti->imprese falliscono->lavoratori vengono licenziati.