St affonda in Borsa: conti sotto le attese

Pessima notizia per il Tesoro che puntava a vendere la sua quota per fare cassa. Ora prende corpo il passaggio a Cdp

Solo due settimane fa la Fiom accusava il governo di voler vendere la propria quota in StMicroelectronics (St) solo per fare cassa. Adesso, la cessione, potrebbe non avere più nemmeno quel senso. La società italo-francese specializzata nei semiconduttori ha alzato ieri il velo sui conti trimestrali rivelando una situazione economica in profondo rosso con ricavi sotto le attese. Tanto è bastato al mercato per scatenare una pioggia di vendite sul titolo che ha chiuso la seduta a Piazza Affari lasciando sul terreno il 13,37% a 7,13 euro. A pesare sono state anche le indicazioni arrivate da Nokia rispetto a un «insoddisfacente» risultato della controllata Nokia Networks. Fatto sta, che nel crollo verticale che ha colpito tutto il settore tecnologico, St ha pagato il prezzo più caro. Una pessima notizia per il Tesoro (che possiede il 13,7%) e, da un anno, è alle prese con un difficile piano di privatizzazioni che possa portare risorse fresche nelle casse dello Stato. Un percorso ad ostacoli tra il rinvio dell'Ipo di Poste Italiane e lo slittamento della privatizzazione delle Fs ed Enav, per non parlare del difficile momento dell'energia che ha ridotto gli incassi sulla vendita del 5,7% di Enel. Uno smacco per il governo che, in autunno, per voce di Francesco Parlato, responsabile privatizzazioni del Tesoro, assicurava che entro l'anno (2014) avrebbe ceduto Raiway ed St per ottenere gli 11,5 miliardi di incassi previsti. Una chimera ora che su St sono puntati i riflettori del mercato e si alza l'attenzione dei sindacati.

Ma cosa esattamente non va? St vive da anni sfortune alterne (la crisi dei chip, i consumi fermi nel Vecchio Continente, i costi fissi) e ha chiuso il primo trimestre con ricavi a 1,7 miliardi di dollari, contro gli 1,8 dello stesso periodo del 2014 e gli 1,82 del quarto trimestre 2014. La società, poi, è ancora in perdita per 22 milioni di dollari (da un risultato positivo di 43 milioni nell'ultimo trimestre 2014). Secondo il presidente e ceo Carlo Bozotti «ha pesato la stagionalità del business e i ricavi hanno risentito dell'effetto negativo sulla parte denominata in euro e di vendite ridotte di componenti per Pc».

In questo quadro, escludendo i prodotti St-Ericsson e i proventi una tantum relativi ad una controversia su brevetti, la linea di prodotto Analogici e Mems (Microelectromechanical sensors) è diminuita del 3,6% e il segmento Microconduttori (Mms) è andato meglio. Di fatto, però, gli analisti non sono ottimisti e vedono qualche timido segnale di ripresa solo dal 2016. «Ma il Tesoro non ha tempo - spiega un analista - così, prende sempre più corpo il passaggio alla Cdp ventilato negli ultimi mesi. Quanto al prezzo, i numeri sono sfavorevoli, ma con la Cassa, il Tesoro (che punta a 700-800 milioni) gioca in casa».

Sono i miliardi di dollari di ricavi in tre mesi. Le perdite sono state pari a 22 milioni di dollari