Lo stallo sulla Grecia frena le Borse

Bruxelles si arrende: impossibile un'intesa entro Pasqua. Milano cede lo 0,4%, ma da gennaio ha guadagnato il 20%

Una fumata nera dopo l'altra, e cominciano a vacillare anche le certezze dei mercati sull'happy end greco. La notizia dell'ennesimo nulla di fatto, ieri, tra i rappresentanti dell'ex Troika e il governo ellenico è stata accolta con un nervosismo riflesso dall'indebolimento degli indici. Nulla di preoccupante, per ora, vista la robusta dote di guadagni messa in cascina dall'inizio dell'anno. Dopo l'arretramento dello 0,44% di ieri, Piazza Affari mantiene infatti ancora un progresso da gennaio superiore al 21%, una delle migliori performance degli ultimi anni. Da mettere a confronto al pessimo score , il peggiore dal 1999, dell'euro: nel primo trimestre, la svalutazione rispetto al dollaro è stata pari al 12%.

Sul fronte borsistico e su quello valutario e obbligazionario (lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 106 punti, in calo dai 110 punti di lunedì) gli andamenti sono stati fortemente condizionati dal quantitative easing avviato all'inizio di marzo dalla Bce. L'obiettivo dei 60 miliardi di acquisti in un mese è praticamente centrato, considerando che già venerdì scorso lo shopping complessivo aveva toccato i 54 miliardi, di cui 41 miliardi di bond sovrani, 11,65 di covered bond e 4,6 miliardi di Abs. Il bazooka di Mario Draghi ha anche agito da scudo protettivo contro i rischi di un default di Atene. Ma ora il tempo stringe, e per evitare il deragliamento greco occorrerà quasi un miracolo negoziale per trovare una soluzione di compromesso in grado di sbloccare la tranche di aiuti da 7,2 miliardi. «Il tempo è di massima importanza; vuol dire che non c'è tempo da perdere, quindi penso che dobbiamo continuare a lavorare», ha incalzato la cancelliera Angela Merkel. Le scadenze sono ormai molto ravvicinate: il prossimo 9 aprile la Grecia dovrà rimborsare al Fondo monetario internazionale 420 milioni. Qualcuno ipotizza la concessione di un prestito tampone da mezzo miliardo per superare l'emergenza; altri non escludono che il premier Alexis Tsipras decida di introdurre controlli sui movimenti di capitali. La situazione è, oggettivamente, molto delicata. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha escluso che un'intesa possa essere raggiunta entro Pasqua: «Spero in un accordo a fine aprile», ha detto.

La scaletta degli incontri prevede per oggi una conferenza telefonica dell'Euro Working Group, l'organismo tecnico dell'Eurogruppo che prepara le riunioni dei ministri, che però non dovrebbe riuscire a convocarne una prima di Pasqua. Martedì prossimo è invece previsto un ritorno ad Atene del Brussels Group per la raccolta di altri dati da alcuni ministeri. La lista delle riforme presentata dall'esecutivo agli 007 di Ue, Bce e Fmi non è stata giudicata «credibile e completa». Troppo ottimistiche le stime di un incremento delle entrate di 3,7 miliardi nel 2015 e intollerabile l'assenza di misure relative all'innalzamento dell'età pensionistica e al mercato del lavoro. Inoltre, l'ex Troika ritiene che anche il settore del turismo debba sostenere una parte dell'aumento del carico fiscale e che vada rispettato l'impegno a realizzare 2,2 miliardi di ricavi dalle privatizzazioni contro il miliardo e mezzo previsto da Tsipras. La posizione di Atene è la solita: «Il governo greco - dicono fonti del governo - conferma l'intento a raggiungere in fretta un accordo con le istituzioni sulla base di una cornice che non includa misure recessive ma protegga gli effetti della ripresa economica». Ovvero, niente tagli agli stipendi e alle pensioni o licenziamenti di massa. Lunedì sera, davanti al Parlamento, il premier aveva sottolineato l'urgenza di rinegoziare il debito affinchè possa essere ripagato. Un punto cruciale che rischia di far naufragare i negoziati.