Standard&Poor's taglia il rating a 18 banche. Salve Intesa e Unicredit

L'agenzia declassa 18 istituti. Salve Intesa e Unicredit. Pil: niente inversione di tendenza

L'istituto di rating Standard & Poor's ha declassato diciotto istituti bancari italiani, come conseguenza del downgrade del debito sovrano, deciso lo scorso nove luglio. Salve dal giudizio al ribasso Unicredit e Intesa Sanpaolo, che si confermano al livello Bbb.

Il giudizio di S&P ha confermato l'outlook negativo sul settore bancario italiano. A fare eccezione in questo caso sono Banca Carige e Dexia Crediop, i cui rating restano sotto osservazione, in vista di un possibile taglio futuro.

Gli istituti bancari italiani - spiega l'agenzia di rating - "stanno operando in un ambiente con rischi economici più elevati lasciandole più esposte a una recessione più lunga e profonda di quello che avevamo previsto in precedenza in italia".

Il giudizio di Standard&Poor's tocca anche il Prodotto interno lordo del Paese. Dopo il calo dell'1,9% previsto per il 2013, che porterà a "un calo in termini reali del 9% negli ultimi sei anni", l'istituto non si aspetta "che questa tendenza si inverta significativamente nel 2014".

Commenti

ZannaMax

Gio, 25/07/2013 - 08:16

Beh lo sa anche mia nonna che il pil l'anno prossimo avrà ancora segno meno. Ma che vogliono farci credere. Qui si starà sempre peggio.

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mortimermouse

Gio, 25/07/2013 - 09:07

ma che coincidenza! e da questi tagli, guarda caso, la MPS s'è tenuta fuori! un caso eh? certo certo... tanto chi ci crede piu? :-)

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wirtshaus-trier

Gio, 25/07/2013 - 11:10

Ha capito che presto ci sarà un prelievo forzato nelle banche.

nino47

Gio, 25/07/2013 - 12:10

Quali sono ste 18 banche? Pubblicare, prego!!!

titina

Gio, 25/07/2013 - 14:10

x ZannaMax beh, se fossi tua nonna mi offenderei: una nonna capisce meno di un'altra persona?

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diego.zoia

Gio, 25/07/2013 - 15:15

Mio papà lo dice sempre: basta sedersi in riva al fiume, prima o poi, il morto passa galleggiando sull'acqua. E io stavo aspettando il turno delle banche, e soprattutto di quelli che ci lavorano. E se per tutti quelli che come me si son trovati sulla strada, con una cassa integrazione impagata per 4 mesi (Maroni, sveglia!!!) e si stanno a fatica reinventando, provo compassione (nel senso nobile latino: "patire cum", soffrire insieme a, in uno sforzo comune: ma con una sofferenza che poi porterà alla risurrezione), per i "travet" delle banche, non provo pena alcuna. Servi di sanguisughe, proverete anche voi cosa vuol dire essere chiamati dai vostri colleghi "perché deve rientrare"; "perchè poi la direzione ci fa il c..o"; e via dicendo. Me la riderò per bene: finalmente, muoverete il deretano dalla sedia per trovare un "lavoro di giorno".