"Su Mediaset obbediremo all'Italia"

Bolloré non scopre le carte, ma è pronto a dare seguito alla sentenza dell'Agcom

A Vivendi non è bastata l'assemblea dei soci per chiarire i dubbi sulle strategie che intende adottare nel nostro Paese. Vincent Bolloré ha stretto la presa sulla società francese e la sua presidenza è stata rinnovata con l'80% dei voti, ma dato che in assemblea era presente il 62% del capitale e circa il 30% è in mano a lui, si evince che una buona quota dei fondi hanno votato contro. E anche peggio è andata con la cooptazione del figlio Yannik nel consiglio di sorveglianza, votata solo dal 71% dei presenti. Insomma Bollorè comanda, Vivendi non è più una public company (come non lo è nemmeno Telecom Italia dove i francesi hanno il controllo di fatto) ma i fondi sembrano non gradire questa governance imposta dall'alto. Del resto anche in Italia alla prossima assemblea della società di tlc il 4 maggio, secondo indiscrezioni, la lista dei fondi potrebbe essere la più votata. Eppure, nonostante la sentenza dell'Agcom in Italia, il nostro paese dice Bollorè è «cruciale per realizzare contenuti latini di qualità». E dunque le quote di Telecom e Mediaset devono restare nel gruppo.

«In Italia - ha detto Bolloré- la Legge Gasparri dice che non possiamo avere il controllo di due società. In Mediaset non lo capisco perché è controllata dalla famiglia Berlusconi ma faremo quanto richiesto da Agcom». In che modo però non è dato saperlo. «Proporremo dei rimedi» dice ancora Bollorè. Forse il congelamento dei diritti di voto.

Insomma i francesi non arretrano, nonostante il contenzioso in tribunale con Mediaset da 1,8 miliardi, anche se l'ad di Vivendi Arnauld de Puyfontaine ha ammesso che proprio con quest'ultima «il progetto di collaborazione non è cominciato benissimo. Ma il nostro obiettivo resta quello di creare una relazione costruttiva e perenne. Ci sono discussioni in corso e, se non arriveremo ad un accordo, ci saranno altre opzioni». De Puyfontiane ha aggiunto che nonostante la legge Gasparri risalga al 2004, è la prima volta che viene applicata. E sulla possibilità che si possa tornare con Mediaset all'accordo originale, che prevedeva il passaggio della pay tv Premium ai francesi e uno scambio di partecipazioni nella misura del 3,5% ha specificato: «Nell'ultimo anno sono successe molte cose. Il tempo giudicherà». Mentre ha respinto con forza l'ipotesi di aggiotaggio sui titoli del Biscione su cui sta indagando la Procura milanese: «Un'accusa totalmente infondata».

Sul fronte Telecom, dove De Puyfontiane potrebbe essere eletto presidente della società al posto di Giuseppe Recchi (che ieri era a Parigi all'assemblea di Vivendi) non si è sbilanciato. «Deciderà il primo cda dopo l'assemblea previsto per il 5 maggio» ha precisato. Quanto alle indiscrezioni su un possibile scambio di quote con Orange, Bolloré ha spiegato che con l'ex France Telecom, ci sono solo discussioni commerciali senza scambi azionari che potrebbero implicare anche Telecom. Quanto alle acquisizioni Havas e Ubisoft saranno i primi obiettivi. In tre anni Bolloré ha speso quasi 15 miliardi in acquisizioni, incluse le partecipazioni in Telecom Italia e Mediaset. La fusione Havas-Vivendi è facile, considerato che è controllata al 60% da Bollore e gestita dal figlio Yannick. Nel caso di Ubisoft, partecipata al 25%, la resistenza dei fondatori potrebbe portare a un takeover molto costoso. In Borsa positiva Telecom (+1,4%) e Mediaset (+0,37%).

Commenti

marygio

Mer, 26/04/2017 - 09:13

fusione tramite scambi azionari telecom-mediaset o mediaset finisce gambe all'aria. quanto a telecom ,alitalia docet, senza i francesi moriva di lenta agonia.spero mi auguro trovino il coraggio di sbarazzarsi di almeno 20000 dipendenti

marygio

Mer, 26/04/2017 - 09:49

telecom 16,5mld. li vale solo tim brasil. il resto è aria fritta

marygio

Mer, 26/04/2017 - 10:06

calenda. è grazie a nullità simili che la nostra borsa è a 24000 pti dai max mentre le altre collezionano max storici. ma verrà il giorno che ci liberiamo di questi incapaci

marygio

Mer, 26/04/2017 - 10:11

tagliamo corto. mediaset non accetta le proposte di vivendi. chiude il gap a 2,70 e poi si sfracella. ma non lo chiude tranquilli.....ahhhhhh