Sui crediti deteriorati l'ipotesi "fai da te"

La Fabi: «Task force per gestirli». E Deutsche Bank taglia 220 posti

Con la gestione interna delle sofferenze si registrano tassi di recupero mediamente più alti, che si attestano al 47,3% contro il 23% registrato in media dai service esterni.

Partendo da questo presupposto la Fabi, ovvero il principale sindacato dei bancari ieri ha lanciato la proposta di «una task force interna a ogni banca per gestire il recupero delle sofferenze». L'idea è supportata dai risultati da uno studio curato dagli analisti Alfonso Scarano e Antonella Simone con il contributo legale dell'avvocato Chiara Scarano che è stato presentato ieri presentato in occasione del XXI congresso nazionale dell'organizzazione guidata da Lando Maria Sileoni. «Chiediamo alle banche di adottare un modello di gestione interna delle sofferenze per salvaguardare i rapporti col territorio, valorizzare i lavoratori e scongiurare la svalutazione degli stessi crediti deteriorati. Siamo contrari alla cessione esterna degli Npl perchè massacra le imprese e punta su profitti a breve termine», ha detto ieri il segretario della Fabi. Sottolineando anche che i fondi speculativi sono disposti ad acquistare i crediti deteriorati a un costo di poco superiore al 22%, contro il 41% del prezzo di carico stimato nei bilanci delle banche. «Una cessione che innesca perdite sul capitale ed espone le banche una riduzione del valore delle azioni in mano ai soci e le costringe a nuove ricapitalizzazioni con effetti diluitivi sull'azionariato».

Lo stesso Sileoni ieri ha accolto sul palco del congresso l'ad del Monte dei Paschi, Marco Morelli. Il cambio di «azionista» non cambia il piano di risanamento del Monte dei Paschi. «Il cambio del ministro dell'Economia non cambia il nostro piano: è chiaro che poi ci sarà un nuovo interlocutore con il quale dialogheremo», ha detto Morelli. Quanto a un'eventuale aggregazione di Mps, «non è tema che riguarda il management ma, eventualmente, gli azionisti, nella misura in cui tale ipotesi possano creare valore sotto tutti gli aspetti».

Il sindacato è intanto impegnato anche sul fronte dei tagli. Ieri Deutsche Bank ha annunciato che taglierà oltre duecento dipendenti in Italia nelle attività retail. Per gli esodi la banca è disposta ad attivare «il fondo esuberi su base volontaria», ha indicato al congresso il responsabile delle risorse umane del gruppo Carlos Gonzaga. La procedura per gli esodi è stata attivata nelle scorse settimane e c'è stato un primo incontro. La banca in Italia ha circa 4mila dipendenti.

CC

Commenti

flip

Mer, 07/03/2018 - 10:37

se i "crediti deteriorati"(sic) non fossero coperti da garanzie valide, solide e reali li pagano di tasca propria gli azionisti per inefficienza manageriale.