Una super-Popolare per salvare le più fragili

La ripresa dei lavori dopo la pausa estiva rappresenta per i signori delle Banche Popolari il tavolo di prova delle prossime aggregazioni. Due i cantieri più promettenti: quello tra Ubi Banca e Banco Popolare e quello tra la Bpm e Carige. Se all'inizio a spingere Genova verso Milano erano i grandi soci della Lanterna (Malacalza in testa) ora si inizierebbe a respirare un certo feeling reciproco e l'operazione non è malvista neppure da una parte della «base sociale». Entrambe le partite restano comunque aperte, senza contare che a Bpm si è riavvicinata anche la Bper, una volta verificato che procedere con la preventivata espansione in Veneto comporta un prezzo molto salato.

Veneto Banca, con cui Bper aveva avuto dei contatti gestiti dai rispettivi presidenti, ha perso nel semestre 213 milioni dopo 350 di svalutazioni. Il gruppo di Montebelluna potrebbe avere necessità di altri 500-800 milioni. Per non parlare del colpo d'ascia inferto dalla Bce al patrimonio di Popolare Vicenza, con la decisione di non conteggiare più i 975 milioni prestati ai soci per sottoscrivere le sue stesse azioni. Dopo violente svalutazioni, Vicenza ha perso un miliardo nel semestre e si appresta a chiederne 1,5 al mercato: una sfida per il neo ad Francesco Iorio, chiamato a risanare il gruppo. Insomma, pensare a unione tra Vicenza e Veneto Banca, sebbene oggi non siano ancora quotate, è sempre più arduo. Entrambe quindi potrebbero essere prede, anche se resta il pericolo della cause legali in preparazione dei soci che in entrambi i casi nei mesi scorsi si sono visti tagliare il valore delle azioni di quasi un quarto.

Per rendere il boccone più digeribile rispetto all'atteso check up contabile della Bce, spiega un banchiere al Giornale , sta tuttavia prendendo piede un nuovo schema di intervento. L'idea è quella di unire prima due gruppi solidi e poi procedere sugli istituti in difficoltà: la politica veronese continua infatti a spingere perchè il Banco marci verso Montebelluna. Ma lo schema a tre è in teoria applicabile anche alla vecchia tentazione, sponsorizzata dai palazzi romani, di Ubi-Mps. Al risiko si aggiungono Pop Sondrio e Valtellinese, oggetti di interesse per il loro radicamento nell'alta Lombardia. C'è infine da giurare che, in mancanza di risultati concreti e rapidi, Bankitalia farà sentire la sua voce.