SuperMario non corre piùE la Nintendo va in rosso

La Nintendo dei record segna il primo "rosso" d’esercizio dal 1981, l’anno di avvio della diffusione dei conti consolidati: patisce le vendite a sconto delle console 3DS e Wii

SuperMario ha smesso di correre. Altro che funghetti, altro che stelline, altro che combo. La Nintendo dei record segna il primo "rosso" d’esercizio dal 1981, l’anno di avvio della diffusione dei conti consolidati. Il colosso delle consolle patisce, infatti, le vendite a sconto delle console 3DS e Wii e le minusvalenze legate alla solidità dello yen.

Alle prese con una delicata transizione tra i vecchi e i nuovi prodotti e in presenza dell'insolita e agguerrita concorrenza di smartphone e tablet, il leader mondiale dei videogame ha chiuso l'anno fiscale con una perdita netta di oltre 400 milioni di euro, a fronte di utili pari a 77,62 miliardi nei 12 mesi precedenti, mentre sono in netto calo i ricavi. Nei primi mesi del 2011, il gruppo di Kyoto ha lanciato la 3DS, la piattaforma portatile con l’innovativo effetto tridimensionale senza uso di occhialini progettata per sostituire la Ds, andando però incontro a una tiepida accoglienza, anche in scia agli effetti del terremoto dell’11 marzo.

Ad agosto il taglio del 40% del prezzo della macchina della 3DS ha dato una netta accelerazione alla domanda insieme all'introduzione delle versioni tridimensionali di titoli molto popolari come Super Mario 3D Land e Mario Kart 7. Il risultato? 13,53 milioni di 3DS vendute nell’ultimo esercizio fiscale con il target ambizioso di 18,5 milioni per l’anno in corso. "Il fattore super yen si traduce in oneri per 27,7 miliardi di yen", ha fatto sapere la società che mantiene gran parte della sua liquidità in valuta estera operando a livello globale.

Tra le novità in arrivo il lancio entro fine anno della Wii U, la "room Per quanto riguarda il prossimo biennio la Nintendo punterà a un risultato netto di circa 200 milioni di euro e all’utile operativo di 35 miliardi su un fatturato di 820 miliardi di yen, tracciando un scenario di poco inferiore alle stime fatte dagli analisti. La compagnia, nota per lo spirito innovatore e lo sviluppo in proprio dei prodotti, si trova paradossalmente a competere sempre più non solo con i produttori tradizionali di videogame, come Sony e Microsoft, ma con i giochi gratuiti o poco costosi disponibili su Internet, smartphone e tablet. "La vera sfida - è ormai il ritornello del numero uno di Nintendo, Satoru Iwata - sono i bassi prezzi che creano ostacoli al fatto che qualcuno possa pensare che valga la pena di pagare per giocare. Dobbiamo giustificare l’acquisto e l’interesse per i nostri prodotti".