Swisscom scala Fastweb, la Borsa rilancia

Milano - Da avamposto telefonico del Comune di Milano attraverso Aem all’abbraccio tentato dalla Confederazione elvetica: Swisscom mette sul piatto 3,7 miliardi cash per aggiudicarsi Fastweb ma Piazza Affari scommette sul rilancio. L’offerta pubblica, ufficializzata ieri da Berna dopo la data room del week end, riconosce 47 euro per azione. Prezzo d’«affezione» rispetto ai corsi della scorsa settimana in Piazza Affari (il premio rispetto ai 42,2 euro segnati venerdì è del 12% e del 19,2% su giovedì) ma che è stato giudicato «poco generoso» in alcune sale operative. Al punto che Fastweb, pur sospesa dal listino fino al primo pomeriggio, ha «doppiato» l’Opa svizzera mettendo a segno un balzo del 15,03% a 48,3 euro tra scambi monstre per oltre il 22% del capitale (18 milioni i pezzi passati di mano). Una pioggia di acquisti scatenatasi in poche ore sulla prospettiva di una battaglia per il controllo della società fondata e presieduta da Silvio Scaglia, cui è stato chiesto di rimanere in cda. Dove, secondo gli accordi, dovrebbero entrare anche l’ad Stefano Parisi e il direttore finanziario Alberto Calcagno.

Attendista appare, peraltro, lo stesso Scaglia che si è impegnato a consegnare a Swisscom il 18,7% della cassaforte Sms Finance (700 milioni l’incasso) «salvo intervengano offerte concorrenti migliorative». Da parte sua Berna vuole almeno la metà più una azione del capitale di Fastweb e punta a depositare in Consob tutti i documenti per l’Opa entro il 22 marzo, così da mettere le mani sull’ex regina della new economy prima dell’estate. Fastweb ha ritenuto «amichevole» il passo di Swisscom e Scaglia ha seguito personalmente le trattive, al punto da essere secondo alcune indiscrezioni impegnato in frequenti viaggi in Svizzera nelle scorse settimane, ma vista la Borsa l’Opa rischia di andare «deserta». Senza considerare, la possibile discesa in campo di un cavaliere bianco: «C’è sempre il rischio» ha ammesso l’ad di Swisscom, Carsten Schloter, mentre alcune case di analisi snocciolavano le sinergie ottenibili da Vodafone o Ski Italia proiettando target price superiori a 50 euro per Fastweb. Sia la società britannica sia quella di Rupert Murdoch si sono tuttavia informalmente chiamate fuori così come disinteressata è l’egiziana Sawiris cui fa capo Wind. Attenzione elevata anche su Mediaset, al punto da indurre il presidente Fedele Confalonieri a specificare come «Fastweb non sia all’ordine del giorno» della riunione del board odierno, dove potrebbe però esserci un passaggio informativo.

A mantenere l’allerta è Consob, già impegnata a scandagliare lo «strappo» delle quotazione registrato venerdì quando Scaglia ha informato il cda dei piani Swisscom. Quest’ultima (meno 2,4% a Zurigo) si finanzierà cedendo 4,9 milioni di azioni proprie e conta di aumentare di «un quinto» ricavi e mol grazie a Fastweb. Che rimarrà «italiana», preserverà il marchio e vedrà appoggiate le proprie ambizioni di operatore mobile virtuale.