Quel taglio delle tasse che crea un problema nei conti delle banche

Giusta la flat tax, ma l'aliquota unica del 15% provoca 3 miliardi di extra-costi per il credito

Facciamo una breve premessa la flat tax, chiunque e in qualunque maniera la introduca, è cosa buona e giusta. Il suo principio è sacrosanto. Il reddito è roba nostra. Noi non lavoriamo per lo Stato, altrimenti saremmo dei moderni schiavi, noi si lavora per il nostro egoistico e privatissimo soddisfacimento. La battaglia contro l'ipertassazione prima di tutto è una battaglia di libertà. Poi grazie al cielo essa agisce sugli incentivi. Maggiore è il reddito che tengo per me stesso, maggiore è l'incentivo a guadagnarne di più, e maggiore la probabilità che esso venga speso. Meglio un euro speso da un privato, di un euro speso da un burocrate pubblico in nome nostro.

È evidente che in una società moderna sono necessarie delle risorse collettive per mantenere il funzionamento dello Stato, che è pur sempre necessario. A ciò si aggiunga la tutela dei più deboli e dei più sfortunati, che in una civiltà moderna e ricca come la nostra è sacrosanto mettere in carico alla collettività.

Ma da qui a pretendere che più del 50% della spesa pubblica, come avviene in Italia, sia gestito dallo Stato è un orrore fiscale. La flat tax prevede una semplificazione (anche se con due aliquote) enorme e un abbassamento del carico fiscale per i maggiori contribuenti. Non staremo qui a ricordarne i benefici. E non vogliamo fare come gli amici dell'Istituto Bruno Leoni, detentori di una proposta sulla ftat tax, che stanno storcendo il naso perché cercano il «pelo nell'uovo». Portiamoci a casa questa rivoluzione e poi vediamo.

C'è un solo grande problema sulla riduzione fiscale e riguarda le banche, che potrebbe creare una distorsione difficilmente gestibile per tutti: da Carlo Messina di Intesa SanPaolo, la banca più solida in Italia, a Mustier di Unicredit, per non parlare di quelle con le spalle meno larghe. Per un complesso meccanismo, che sarebbe difficile qui spiegare, rischiano di vedersela brutta se dovesse passare l'aliquota unica del 15 per cento. In sostanza, secondo i calcoli del Sole 24 ore, potrebbero vedersi addossati costi straordinari per tre miliardi. Dolori che si aggiungano alle incredibili previsioni europee sulla gestione delle partite incagliate e sofferenti. Ve la facciamo semplice. Oggi gli istituti di credito (a differenza delle società di capitali) pagato un'imposta sul reddito del 27,5 per cento: dunque tre punti in più alle normali imprese. Se l'aliquota Ires dovesse scendere al 15 per cento, dovrebbero (la diciamo male, ma la sostanza è questa) ridare indietro la maggiore e non dovuta imposta che si sono messi a credito negli anni passati. Armando Siri, l'economista che ha studiato la flat tax per Salvini, dice che la situazione la conosce bene e a questa Zuppa dichiara: «Punto primo non abbiamo intenzione di mettere una doppia aliquota per le imprese, come invece ci sarà per le famiglie. Essa sarà unica, come d'altronde lo è oggi. Punto secondo: le banche non avranno alcuna riduzione fiscale in termini di sconto Ires, per l'esistenza delle Dta (questo meccanismo di imposte differite, di cui abbiamo parlato, nda) e per il fatto che non sono assimilabili alle imprese commerciali tradizionali».

Insomma le banche a sentire Siri, non avranno sconti fiscali, e paradosso dei paradossi, proprio per questo motivo possono dormire sonni tranquilli.

Commenti

Duka

Sab, 26/05/2018 - 17:14

Infatti proprio per questo Berlusconi l'aveva proposta al 25%- Ma si sa il Salvini con la testa ha soverchie difficoltà.

Antonio Chichierchia

Sab, 26/05/2018 - 17:21

Le coperture? Facciamo un super condono fiscale E TOMBALE. Buttiamo nel macero miliardi di dati,di accertamenti etc etc in cambio di 70 miliardi di gettito immediato.Si ricomincia col 15% e chi non paga va in galera,ma per davvero.L'economia vola e,annullata l'evasione fiscale, ci saranno opportunità per tutti quelli che vogliono lavorare e guadagnare il giusto.Basta con questo Stato che paga decine di accompagnatori del Presidente (avete visto quanti sono i valletti di Mattarella ?).

Nick2

Sab, 26/05/2018 - 17:24

Semplice, Porro. Con la flat tax ci perderanno i redditi al disotto dei 20 mila euro e ci guadagneranno esponenzialmente sopra i 30 mila. Non male in uno stato in cui la forbice fra ricchi e poveri si fa sempre più ampia. Per aumentare i consumi, bisogna dare maggiori introiti ai redditi bassi, non a quelli alti. Chi ha un reddito lordo di 200 mila euro l'anno si ritroverebbe con oltre 2500 euro in più al mese, che naturalmente non spenderebbe! La flat tax è la più grande porcata che si possa fare. Ci troveremmo senza welfare in pochi anni per arricchire xxteriormente i ricchi! Possibile che i pensionati con le pezze al cxxo che leggono questo giornaletto non se ne rendano conto?

Anonimo (non verificato)

xgerico

Sab, 26/05/2018 - 18:05

@Duka- Salvini dice 15/20% se fai la somma e dividi per 2 ecco la verità

Ritratto di dellelmodiscipio

dellelmodiscipio

Sab, 26/05/2018 - 18:47

Il problema economico del momento è il lavoro che manca. Manca perché chi ha bisogno e vorrebbe lavorare non ne ha i mezzi: le imprese non assumono, le banche non finanziano le spese iniziali. E lo Stato che pur dovrebbe mettere questa priorità nel suo Governo non ha i mezzi e si arrovella su come rimediare finanziamenti. La mia idea è che la PATRIMONIALE (Gesù Giuseppe Maria, salvaci dal demonio) calibrata e umana (non i risparmi che ho messo da parte per la vecchiaia o per il figlio disabile!) ma sostanziosa e adeguata, sia la soluzione più equa e funzionale. Se ci prendono il 50% del reddito, perché i patrimoni che stanno lì nelle banche a essere usati in modo ignobile e antisociale non dovrebbero per Dio essere tosati per dar lavoro (a termine, s'intende) in imprese utili alla società lavori stradali, ferroviari, ecc.? E anche per dare a chi vuol lavorare quel minimo finanziamento iniziale? Queste sarebbero davvero le GRANDI OPERE.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Dom, 27/05/2018 - 00:53

Le percentuali non sono numeri. Le aziende hanno aliquote diverse, ci sono quelle individuali, familiari, le coop e le imprese di capitali...con la flat tax ci saranno meno sgravii, che pesano sulla burocrazia e più tasse per i poveri, meno sgravii e meno tasse per chi produce. Oh, è così, chi sta al limite oggi ha una aliquota succhiasangue e gli altri stanno bene. Nel male. però è vero che i più ricchi saranno incentivati a produrre di e i poveri ciao.

kobler

Dom, 27/05/2018 - 11:22

Non ha creato problemi quando le hanno alzate e ne crea ora che deve tornare indietro? La grande balla da propinare agli italiani creduloni!!! Ricordate una cosa: il 22% di IVA in Italia corrisponde al 44% di altri paesi perché almeno loro ricevono adeguati servizi in cambio, mentre qui paghi il 22% e ti devi acnhe cercare i servizi e ripagarli! Vista la situazione è giusto se l'IVA scende anche al 10% che poi corrisponderà al 20%& come anni fa... i politici italiani sono troppo esosi e criminali e con loro non si vedranno diminuire le tasse perché sono tossici di soldi! Lo Stato non tutela i più deboli altirmenti i disabili non perecepirebbero 270 euro/mese di pensione! Tutte balle di regime e le prove contro quello sono reali!