Il Tar spiana la strada alla fibra ottica

Ribadito l'obbligo per Enel di aprire i propri cavidotti agli operatori di tlc

Per gli analisti di Merrill Lynch si tratta di «una decisione interessante». Il riferimento è alla sentenza con cui il Tar di Brescia di fatto ha spianato ancora di più la strada allo sviluppo della rete in fibra ottica in Italia, inserendosi così nella contesa tra Telecom ed Enel, scesa in campo in forze nel settore tlc dopo l'acquisto di Metroweb. Il tribunale amministrativo ha infatti disposto l'obbligo di ospitalità per il gestore delle «linee elettriche ai cavi in fibra ottica di un'impresa terza». E dunque tutti i gruppi di tlc interessati potranno usare i cavidotti di Enel, come del resto la stessa società elettrica, per realizzare la rete in fibra ottica. Enel ha peraltro creato un'apposita società per la gestione della sua rete, e-distribuzione, che concederà le stesse possibilità di accesso sia ad Enel Oper Fiber, la società per la fibra ottica di Enel, che ad altri gestori.

Il verdetto del Tar comunque, secondo Merrill Lynch, «potrebbe portare Telecom Italia ad accelerare e magari anche ridurre i costi per la costruzione» della propria infrastruttura. Di analogo avviso gli analisti di Morgan Stanley, per i quali la decisione del tribunale «potrebbe ridurre i dubbi riguardanti un piano regolatorio asimmetrico e penalizzante per Telecom a vantaggio di Enel Open Fiber». Infine, per un altro broker, Redbum, quella di Brescia è «una decisione importante per promuovere equamente l'apertura delle rispettive infrastrutture», in quanto in passato «solo Telecom era stata costretta ad aprire la propria infrastruttura fissa alla competizione».

Enel ha comunque ieri tenuto a specificare che «l'obbligo di mettere a disposizione l'infrastruttura è stato già introdotto con il decreto legislativo numero 33 del 2016, con riferimento alle infrastrutture idonee ad ospitare la fibra ottica. Ben prima di tale decisione e-distribuzione (appunto controllata da Enel ndr) ha consentito l'utilizzo delle proprie infrastrutture agli operatori di tlc interessati, previa sottoscrizione di specifici accordi». Insomma, per Enel la sentenza del Tar di Brescia è un fatto ormai scontato visto che la materia è comunque già regolamentata da un apposito decreto legislativo.

«Il 15 luglio scorso - prosegue il comunicato della società guidata da Francesco Starace - e-distribuzione ha anche pubblicato sul proprio sito le condizioni di accesso alla propria infrastruttura fisica ed alla rete elettrica per assicurare anche un'adeguata tutela del servizio pubblico di distribuzione dell'energia elettrica».

Secondo Enel, comunque, la sentenza del Tar di Brescia si sarebbe limitata ad affermare che il comune ha competenza a decidere in merito alle controversie sorte tra operatori di tlc e gestori di infrastruttura circa le ragioni tecniche ostative all'utilizzo dell'infrastruttura stessa, competenza che si va ad aggiungere a quella dell'Agcom». Sentenze a parte, la corsa per la realizzazione della rete in fibra tra Enel e Telecom Italia è apertissima anche se vede, per il momento, in vantaggio l'ex-monopolista delle tlc.

MC