Tavaroli: «Nessuno ordinò lo spionaggio in Rcs»

Telecom e Cdp provano a «fare la pace». Dopo un paio di settimane di diatriba sull’ingresso della Cassa attraverso il Fondo strategico per le imprese nella Metroweb «targata» F2i, il principale operatore tlc e l’ente presieduto da Franco Bassanini cercano di stemperare i toni dichiarandosi disposti a collaborare sulla realizzazione delle nuove infrastrutture in fibra ottica nelle principali città italiane. Distensione che ha giovato al titolo Telecom, che ieri è balzato del 6,63, sfiorando quota 0,7 euro dopo il calo tecnico di martedì legato all’uscita dall’Eurostoxx. Nelle cosiddette «aree nere», quelle a massimo traffico e redditività, bisogna serrare i tempi: se Telecom vuole accelerare (il piano di investimenti da 9 miliardi in tre anni è dedicato soprattutto alla Ngn, il network di nuova generazione), «non c’è dubbio che, se richiesto, c’è la disponibilità da parte di Cdp a partecipare al finanziamento di questo investimento con una soluzione variamente costruita da un punto di vista dell’architettura societaria e finanziaria», ha dichiarato Bassanini.
Gli ha fatto eco Marco Patuano, ad del gruppo presieduto da Franco Bernabé. Telecom Italia non ha innalzato «nessuna barricata», ha spiegato, e con molto piacere» collaborerà con la Cassa, e quindi con Metroweb. «Telecom vuole investire secondo una logica market driven (guidata dal mercato, ndr)», ha aggiunto, e quindi «dire che tutto va fatto in Ftth (cioè portando il cavo di fibra direttamente nelle case e non negli armadietti delle centraline) non è market driven».
Insomma, non ci devono essere «atteggiamenti dogmatici». D’altronde, il piano di Telecom, ha puntualizzato ancora, «non si limita a 30 città» (come quello di Metroweb) ma mira a coprire, con almeno 30 mega, 100 città entro il 2014 e 250 per il 2018. Il perché di queste note a margine è presto spiegato. La direttiva comunitaria in fase di emanazione sull’agenda digitale considererà «aiuti di Stato» interventi in competizione con operatori privati. E nelle 30 città Metroweb Telecom è già presente. Ma la Cassa a queste argomentazioni ha sempre replicato che l’essere controllati per il 70% dal Tesoro non influisce minimamente, giacché il denaro investito è quello raccolto dal risparmio postale. Il racconto è destinato ad arricchirsi di nuove puntate.