Telecom ai gestori: sì a Vivendi in cda

Telecom ha integrato l'ordine del giorno dell'assemblea del 15 dicembre per nominare quattro nuovi consiglieri come da richiesta di Vivendi. Il socio francese di Telecom, che anche dopo la dovuta diluizione per la conversione delle risparmio avrà comunque una quota pari al 14% dall'attuale 20, semprechè non decida di salire ulteriormente, ha chiesto una forte rappresentanza nel consiglio. L'ingresso della società transalpina è però oggetto di forti riflessioni e ha incontrato i dubbi dei gestori italiani ed esteri, che nel capitale contano per circa il 50%. Per questo, pur essendo il consiglio finito in tempi piuttosto brevi, la società ha rilasciato il comunicato solo in tarda serata.«Vivendi ha tutte le carte in regola per chiedere di essere presente in consiglio anche se Telecom ritiene che il numero attuale, compreso tra gli 11 e i 13 consiglieri si possa ritenere adeguato» si legge nel comunicato. Un gioco di parole per dire che, in fondo, si potrebbe andare avanti anche così, senza portare il numero dei consiglieri a 17. Ma per evitare di creare tensioni viene rimarcato che «la nomina di ulteriori consiglieri può essere un'opportunità di arricchimento per il cda». Inoltre Vivendi per il consiglio di Telecom ha schierato tutti pezzi da novanta tra cui l'ad stesso della pay tv francese Arnaud de Puyfontaine e alcuni manager di prima linea. E, nonostante i dubbi di Assogestioni, ieri solo uno dei tre rappresentanti dei fondi ha votato contro al documento di valutazione della richiesta di Vivendi. Telecom, naturalmente, «si rimette ora alle decisioni dell'assemblea per quanto riguarda il dimensionamento del cda». La società di tlc ha anche spiegato che nel corso dell'assemblea, «eventuali proposte alternative a quelle formulate da Vivendi saranno sottoposte al voto assembleare in successione, previa valutazione da parte del Presidente della riunione in ordine alla loro compatibilità ma solo in caso di mancata approvazione delle proposte Vivendi, che saranno messe in votazione per prime». I soci che si riuniranno nell'auditorium di Rozzano si esprimeranno dunque in due modi: nella parte straordinaria sulla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie mentre nella parte ordinaria voteranno l'allargamento del cda a Vivendi. Sempre ieri il consigliere Tarak Ben Ammar, ha tenuto a smentire le indiscrezioni sulla presuntan «imboscata» all'ad Marco Patuano nel cda del 5 gennaio scorso che deliberò la conversione delle risparmio. Secondo Ben Ammar Patuano era al corrente dell'operazione e non in dissidio con il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi. «Nessuna imboscata- ha detto Ben Ammar- abbiamo votato all'unanimità la conversione. Il cda di Telecom è di altissima qualità, compatto e unito». Nonostante la precisazione Asati, l'associazione dei piccoli azionisti, ha già presentato alla Consob una richiesta in cui chiede di entrare in possesso delle registrazioni della seduta del consiglio. «Vogliamo sapere come sono andate davvero le cose»- ha detto il presidente Asati Franco Lombardi.