Telecom apre ad Enel sulla rete del futuro e aspetta il socio Vivendi

L'ad Patuano: «Il gruppo elettrico è un'opportunità, non una minaccia. Con i francesi pronti a collaborare»

Telecom Italia apre all'alleanza con Enel nella fibra e raddoppia la sfida: «Non ci limiteremo allo sviluppo delle reti ultraveloci, vogliamo diventare il motore dello sviluppo della vita digitale del Paese, distribuendo contenuti a pagamento». A parlare è l'ad Marco Patuano che ieri, all'assemblea dei soci, ha promesso ulteriori accordi sui contenuti dopo quello con Sky. In cantiere ci sono quelli con Mediaset e Netflix.

Sulle possibili alleanze per lo sviluppo della fibra ottica Telecom è aperta poi anche alle multiutility. «In questi progetti - ha proseguito Patuano - c'è la necessità di fare sistema al di là degli equilibri che possono coinvolgere operazioni sul capitale». Quella di ieri è stata comunque un'assise tranquilla, rispetto a quella precedente in cui Marco Fossati, ieri assente e sceso sotto la soglia del 2%, aveva reclamato la public company .

Per la compagine di maggioranza formata da Intesa, Mediobanca, Generali e Telefonica quella di ieri è stata l'ultima assemblea. Telco, non appena otterrà il via libera dall'Antitrust argentino (previsto per fine giugno), sarà infatti sciolta. Le azioni passeranno così nelle mani dei rispettivi soci mentre la quota maggiore, l'8% di pertinenza di Telefonica, sarà ceduta a Vivendi forse già la prossima settimana, quando si chiuderà l'accordo per Gvt in Brasile. Il passaggio è legato allo scioglimento di Telco, ma c'è chi dice che il presidente di Telefonica Cesar Alierta si sia mosso per accelerare la vendita di Telecom Argentina al finanziere David Martinez. Patuano ha comunque specificato che per Telecom l' incasso da 630 milioni è certo.

In attesa di Vivendi, il cui patron Vincent Bollorè vuol far crescere la sua pay tv Canal Plus in Europa forse anche tramite un'alleanza con Mediaset Premium, Telecom razionalizza i costi. I prossimi investimenti immobiliari ridurranno il numero delle sedi e delle centrali. «La razionalizzazione degli immobili- ha detto Patuano- porterà a un risparmio di 200 milioni all'anno a partire dal 2018». La priorità resta però la rete a banda ultralarga, tanto che nelle 40 città già prescelte per lo sviluppo, gli investimenti passeranno da 500 a 700 milioni. E sulla polemica sulla rete in rame innescata dalle dichiarazioni del presidente della Cdp Franco Bassanini che ha parlato di «sopravvalutazione», Patuano ha specificato che la rete vale 14,9 miliardi «sulla base delle delibere Agcom» e che la segnalazione alla Consob è stata «un atto dovuto». Ieri Bassasini ha provato a smorzare i toni, precisando di aver solo parlato della «legittima preoccupazione di Telecom» di salvaguardare il valore della rete in rame «che potrebbe essere eroso da una rapida estensione» di quella in fibra.

Vista la contrapposizione con la Cassa depositi e prestiti, l'accordo con la controllata Metroweb pare comunque molto difficile. «Sul piano del governo per la fibra ottica- ha detto il presidente di Telecom Giuseppe Recchi - c'è entusiamo ma anche molta confusione». L'assemblea ha approvato il bilancio, con utile pari a 1,3 miliardi. Sul fronte straordinario è passata l'approvazione dell'aumento di capitale a favore del bond convertibile oltre alla fusione con Ti Media.