Telecom, per la banda ultralarga arriva un bond da 2 miliardi

Telecom torna a finanziarsi sul mercato obbligazionario con un'emissione, a sorpresa, di un bond convertibile da 2 miliardi di euro a 7 anni, a fronte del quale ci sarà un aumento di capitale di pari entità. Un'emissione al servizio dello sviluppo della banda ultralarga, la fibra ottica, nelle varie declinazioni FttCab o Ftth che richiede investimenti importanti. La società era già ricorsa a un simile strumento finanziario nel novembre 2013 quando era stato emesso un bond convertibile da 1,3 miliardi. La differenza è che quel bond aveva una cedola molto appetibile per i sottoscrittori, tanto che Telefonica, che era maggiore azionista, aveva voluto partecipare, mentre per quest'ultimo, sempre riservato a investitori istituzionali, il tasso previsto è tra lo 0,8 e l'1,3%.

Eppure, solo una settimana fa, Cdp aveva collocato obbligazioni all'1,7%. L'ammontare e l'entità della cedola saranno resi noti oggi. Gli advisor sono Bnp Paribas e Jp Morgan. Ieri il cda Telecom si è riunito per l'approvazione dei conti 2014 che ha visto un utile a 1,3 miliardi con cedola solo alle risparmio. Quanto all'impatto dell'annuncio sugli assetti azionari, visto che il prezzo di conversione è previsto con premio del 70%, per gli analisti risulta basso: le azioni dovrebbero raggiungere quota 1,87 euro. «Riteniamo che non ci sarà diluizione», ha spiegato un analista, che ha ricordato il vantaggio fiscale per Telecom che, grazie al bond, avrà un risparmio compreso tra 48 e 63 milioni e un immediato incremento dell'utile a fronte, invece, di un rischio, la diluizione, per ora solo teorico. Il cda ha anche deciso un cambio di governance verso la public company . Telecom ha detto addio al vecchio sistema tagliando il premio di maggioranza e assegnando i due terzi degli amministratori alla lista con più voti. Su Metroweb nessuna decisione, mentre Vodafone ha firmato una lettera di intenti con F2i per entrare nel capitale della società della fibra.