Telecom, Blackrock nel mirino Consob

A pochi giorni dall'assemblea, il caso Telecom si infiamma. La Consob ha ieri contestato a Blackrock, il maggior gestore del mondo, la violazione dell'articolo 120 del Testo unico della finanza (Tuf) per la mancata comunicazione del superamento del 10% del capitale di Telecom, soglia rilevante. Con sanzione pecuniaria certa, ma soprattutto possibili conseguenze penali e societarie. Entro domattina alle ore 8, Blackrock dovrà rispondere alle richieste fatte nel pomeriggio di ieri da Consob, pena il congelamento del voto per la quota di azioni Telecom acquistata e non comunicata al mercato (circa il 5%). I fondi Usa devono spiegare al mercato: quale quota di Telecom detengono; perché non hanno comunicato la variazione; se intendono andare nell'assemblea di venerdì e, nel caso, con quanti diritti di voto.
Il punto è che dalle comunicazioni alla Sec, la Consob Usa, si è ieri appreso che Blackrock aveva superato la soglia del 10% di Telecom (10,14%) lo scorso 29 novembre, in tempo utile per far valere tutte le proprie azioni all'assemblea del 20. Peccato che mentre la Sec richiede 10 giorni per la comunicazione al mercato, il Tuf ne prevede solo cinque. Ma a Roma la comunicazione non è mai stata fatta. Ne discende la violazione del Tuf. Non solo, ma anche una «manipolazione informativa», per la quale Consob potrebbe rivolgersi alla procura.
Va da sé, infatti, che tale informazione è assai rilevante per il mercato, alla vigilia di un'assemblea dove lo scontro tra fondi e azionisti di maggioranza relativa è acceso più che mai. Non solo. Ma il superamento del 10% del capitale di Telecom fa anche scattare ulteriori meccanismi: il patto sociale di Telco, la holding che detiene il 22,4% di Telecom, tra azionisti italiani (Intesa, Mediobanca e Generali) e Telefonica, prevede che quest'ultima non possa acquistare direttamente titoli Telecom. A meno che un azionista terzo non superi per l'appunto il 10%. Insomma, ci sono tutti gli elementi per il giallo finanziario e le prossime ore saranno decisive per capire il senso della mossa di Blackrock. E le eventuali conseguenze. Tra l'altro non è la prima volta che i gestori Usa «passeggiano» sul mercato italiano e le sue regole: accadde in occasione dell'ultimo aumento di Unicredit (pasticcio con marcia indietro sulle comunicazioni delle quote detenute) e in quella più recente del «profit warning» di Saipem (quando i fondi risultarono venditori di un pacchetto del 2,3% proprio alla vigilia dell'annuncio dei minori profitti).
Il giallo Telecom arriva a pochi giorni dall'assemblea richiesta dal socio Fossati (5%). Dopo gli accordi di settembre, che prevedono la conquista progressiva di Telco da parte di Telefonica, Fossati è diventato il paladino dei sostenitori del conflitto d'interesse con Telefonica. Tre i grandi temi: la cessione di Telecom Argentina; l'emissione di un prestito convertendo senza dichiarare la natura di «operazione tra parti correlate» (tra cui Telefonica); e il futuro di Tim Brasil, la controllata di Telecom che fa concorrenza, in Brasile, a Vivo, che fa invece capo a Telefonica. Così Fossati ha chiesto un'assemblea per revocare il cda. Dopodiché sono arrivate numerose e in varie forme le adesioni di fondi attivisti favorevoli a Fossati. Al punto che l'esito del voto è considerato incerto. E tanto ormai basta per rendere il sospetto del conflitto d'interesse sufficientemente credibile. Non a caso venerdì i rappresentanti di Telefonica hanno lasciato il cda di Telecom. Una mossa decisa anche per compiacere Cade, l'Antitrust brasiliano, che ha puntato il dito sul controllo esercitato da Telefonica su Telecom, che metterebbe a repentaglio la libera concorrenza tra Tima Brasil e Vivo. E quindi vuole impedire a Telefonica di salire in Telco. Poi, ieri, è arrivato anche il giallo di Blackrock.
In vista dell'assemblea di venerdì prossimo Consob ha inoltre chiesto a Telecom, che deve rispondere entro martedì, se intende o meno integrare la lista di sole tre persone (scese a due dopo le dimissioni degli spagnoli) in vista della possibile revoca del cda: il mercato, dice Consob, deve sapere in anticipo, in modo da preparare il voto, se Telco intende proporre altre candidature direttamente in assemblea, come pare sia l'intenzione dei grandi azionisti che hanno in mente la candidatura di 5 nuovi consiglieri indipendenti, o meno.

Commenti

fcf

Dom, 15/12/2013 - 11:39

Lo sfascio di Telecom è evidente grazie alla gestione tipicamente statalista che la ha caratterizzata. Non dobbiamo stupirci se fatti analoghi avverranno per tutte le aziende dello Stato. grazie sindacalisti.