Telecom congela lo spin off della rete

Telecom contrattacca. Ieri in tarda serata, al termine di un cda straordinario, il gruppo guidato da Franco Bernabè ha deciso di congelare lo scorporo della rete in attesa «che sia verificata la coerenza del percorso regolatorio con le assunzioni alla base del progetto». Una mossa originata «dalle incertezze introdotte dalle recenti decisioni dell'Agcom» che ha proposto la riduzione del prezzo dell'unbundling ( l'affitto dell'«ultimo miglio», il collegamento tramite doppino dalla centrale all'utente).
Telecom assumerà una posizione definitiva sullo spin-off solo dopo che la Commissione Ue avrà valutato la revisione delle tariffe operata dall'Autorità guidata da Marcello Cardani. Questo processo dovrebbe concludersi prima di Ferragosto e determinare a settembre la decisione definitiva dell'Authority. Va comunque sottolineato che ieri l'Agcom ha stemperato le tensioni precisando che «i prezzi si riferiscono al solo 2013 e non hanno un legame diretto con quelli del triennio successivo né, tantomeno, influenzano la valutazione circa l'impatto dello scorporo della rete fissa sulla regolamentazione futura». Una cauta apertura a un ripensamento delle tariffe su base quadriennale.
A sostenere la presa di posizione di Telecom anche i piccoli azionisti riuniti in Asati, che hanno inviato una lettera, oltre che al cda, anche all'Authority delle tlc, al commissario Ue, Neelie Kroes, al governo e alla Consob. «Lascia interdetti - ha scritto il presidente di Asati, Franco Lombardi - la decisione dell'Agcom di ridurre il canone dell'unbundling, in netta contrapposizione con le decisioni di altri Paesi europei dove il canone è rimasto stabile oppure è aumentato». Secondo Asati, la riduzione del canone di accesso (Telecom stima 110 milioni di euro di minori ricavi rispetto al 2012) potrebbe anche portare a un'ulteriore riduzione del personale di 2.500 unità. Una misura che si andrebbe ad assommare a quelle già in corso.
Ma perché tanta tensione per un taglio da 60 cent sull'unbundling che passerebbe da 9,28 a 8,68 euro a cliente al mese per il 2013? La tariffa impatta non solo sul mercato delle comunicazioni attraverso il doppino in rame ma anche su quello della nuova rete in fibra ottica di Telecom. Dal costo dell'unbundling discende anche quello del sub loop unbundling (il doppino che va dagli armadi di derivazione all'utente), cioè l'ultima parte del collegamento che è anche quella più importante nella determinazione delle tariffe di accesso alla rete Fiber to the cab (fibra fino agli armadi) di Telecom. L'Agcom è stata sensibile ai reclami degli operatori alternativi, che spingono per un basso costo.
L'Ue, però, aveva chiesto di mantenere fissi i costi dell'unbundling per la rete in rame per dare agli ex-monopolisti la possibilità di finanziare il network in fibra. Ad esempio, i prezzi unbundling di Deutsche Telekom sono tra i più elevati (10,3 euro a cliente al mese,9,2 euro la media europea). La mossa dell'Authority ha ulteriormente depresso la capitalizzazione di Telecom scesa a 9,1miliardi. Ossia meno del valore stimato della rete (12-15 miliardi). Ieri leggero rialzo: +0,1%.

Commenti

fabrizio

Mar, 16/07/2013 - 12:03

Finalmente Bernabè ha tirato fuori gli attributi!! Non se ne può più di questa agcom che fa favori solo agli OLO, quali: svizzeri di fastweb, russi di wind e inglesi di vodafone, peraltro neppure facenti parte della zona euro,mangiando pane a tradimento sulle spalle di telecom. Al contrario, telecom, lotta ogni giorno per sopravvivere, contro le angherie di questa politica truffaldina che giorno dopo giorno, per sbagli propri in corso di privatizzazione, cerca di affossare l'unica azienda italiana che fa utili con provvedimenti a dir poco da giuda iscariota, come l'ultimo dell'agcom, nella speranza di sfilare al rete con due soldi di latta.