Telecom, oggi Fossati prova il ribaltone

Brutte notizie per Telecom Italia. Non solo nell'assemblea dei soci di oggi il cda potrebbe finire sfiduciato, ma si prospetta anche un braccio di ferro tra l'ex-monopolista e l'Agcom sulle tariffe di unbundlig. Che l'autorità italiana, nonostante le pressioni di Bruxelles, si ostina a voler diminuire. E dato che l'unbundling è quello che i concorrenti pagano a Telecom per usare la sua rete, la società guidata da Patuano, che comunque ha già annunciato contromisure, si ritroverà con margini più bassi di circa 100 milioni di euro mentre i concorrenti, Vodafone in testa, brindano alla decisione. Telecom però potrebbe trovare un valido alleato nell'Authority europea, che ha già chiesto all'Agcom di non ridurre le tariffe di unbundling, minacciando sanzioni.
Intanto oggi è il giorno dell'assemblea, dove sarà presente una quota record del capitale, circa il 60%, per esprimersi sulla revoca dell'attuale cda chiesta dall'azionista Marco Fossati. Eventualità difficile dato che, probabilmente, sia Assogestioni che raggruppa le Sgr italiane sia Blackrock che ha il 7,78% ma ha registrato diritti di voto solo per il 5,9% non voteranno per la revoca ma assumeranno una posizione neutrale.
Quanto a Telefonica, che ha la maggioranza della holding Telco (ma senza i relativi diritti di voto), ha negato di avere accordi con Blackrock, di aver comprato azioni Telecom o di volerne acquistare in futuro. Al netto del 22,4% di Telco (che voterà contro la revoca ), del 5% di Fossati (che voterà a favore) e del 5,9% di Blackrock (astenuto), l'esito del voto dipenderà molto dalla varie raccomandazioni diramate dai «proxy advisor», le società che orientano il voto degli investitori istituzionali stranieri. Se la revoca non passerà in consiglio saranno sostituiti solo Bernabè e Catania.