Telecom ripensa a Olivetti ma il sindacato non ci sta

La fusione con Digital Solution allarma i lavoratori di Ivrea. E da Antitrust arriva multa di 103 milioni

Olivetti all'ultima spiaggia. Lo storico marchio dell'informatica italiana passato a Telecom Italia, dopo diverse peripezie, ora sarà accorpato a Telecom Italia Digital Solution per creare un polo informatico. Il marchio sarà mantenuto e i dipendenti saranno ricollocati: circa 300 resteranno nel gruppo, mentre 70 andranno su base volontaria in aziende esterne o in prepensionamento. I sindacati però sono sul piede di guerra: parlano di un piano che rischia di essere «un passo verso la chiusura» e annunciano uno sciopero di otto ore proclamato per la prossima settimana. «Il ministero dello Sviluppo Economico prenderà contatti con l'azienda» - ha detto il premier Matteo Renzi.

Il piano Olivetti arriva dopo dieci anni di perdite della società informatica. L'ultimo intervento di Telecom è stato a luglio dell'anno scorso con una ricapitalizzazione di 30 milioni di euro per evitare che i libri finissero in tribunale. La riorganizzazione prevede la fusione a fine anno di Olivetti con Telecom Italia Digital Solutions (Tids), dalla quale nascerà «un unico Polo Telecom Italia che presidierà l'innovazione nel digitale». La Nuova Olivetti avrà 430 dipendenti: 230 di Olivetti, gli altri di Tids. La maggior parte dei 538 dipendenti dell'attuale Olivetti è a Ivrea, a Palazzo Uffici e al Centro Ricerche (alcune decine sono a Roma, a Milano, qualcuno in Campania). I sindacati del Canavese sono preoccupati e hanno già chiesto un ulteriore incontro con l'azienda per il 28 maggio. «Telecom - ha detto Fabrizio Bellino della Fiom di Ivrea - vuole salvare il brand e chiudere l'azienda. Non è previsto neanche un euro di investimento per un vero rilancio delle nuova attività che potrebbero difendere l'occupazione. È l'ultimo capolinea». I sindacati sostengono che l'ex-monopolista aveva invece dichiarato, a più riprese, di volere rilanciare il brand Olivetti. «Il risultato è inverso- dice la Fiom- e la riduzione da 500 a 200 lavoratori è il penultimo passo prima della chiusura». I sindacati ricordano i casi di Agile-Eutelia, Op Computer e più recentemente di Innovis e Telis «tutte aziende nate dalle costole Olivetti e oggi sparite». Intanto ieri il Consiglio di Stato ha confermato a Telecom la multa da 103,7 milioni comminata due anni fa dall'Antitrust per abuso di posizione dominante nella fornitura di servizi di accesso all'ingrosso alla rete e alla banda larga. Il ricorso della società è stato respinto dal Tar e dato che la denuncia che ha fatto scattare la multa era stata presentata dai concorrenti ossia Wind, Fastweb e Vodafone la futura alleanza per la rete in fibra ottica non parte certo sotto i migliori auspici.