Telecom scatta in Borsa E si scalda l'opzione Cdp

Titolo in rialzo del 4% sul nodo Tim Brasil. Guerra: «All'estero le Casse investono nelle tlc». E Findim distribuisce 200 milioni

Telecom Italia sale del 4% in Piazza Affari. A spingere il titolo dell'azienda telefonica, che nell'ultimo anno ha recuperato il 23% del suo valore (ieri ha chiuso a 1,18 euro), è la sua maggiore contendibilità sopravvenuta dopo lo scioglimento di Telco. C'è però un altro fattore. A giocare un ruolo importante nella compagine azionaria è ora Vivendi che alla quota dell'8,3% ottenuta da Telefonica dopo la cessione di Gvt, ha aggiunto, rafforzando la sua posizione spendendo circa 1 miliardo, un altro 6,6% di Telecom. Vivendi è dunque il primo azionista e, secondo il quotidiano Les Echos , anche se la salita al 15% non comporterà di certo un cambio di strategia per Telecom, potrebbe portare al tavolo delle trattive una questione che pareva accontonata: l'uscita dal Brasile.

Pare infatti che il presidente del gruppo francese, Vincent Bollorè, abbia fatto intendere all'ex monopolista di essere favorevole a una cessione di Tim Brasil, il secondo operatore mobile del Brasile dietro a Vivo, che è della stessa Telefonica, entro un paio di anni, in modo da potersi focalizzare sul mercato europeo. L'ad di Telecom Marco Patuano non commenta le indiscrezioni ma è chiaro che il gruppo sta cercando la strada per tornare a crescere sul mercato domestico. E proprio su questo fronte Andrea Guerra, considerato il maggior ispiratore del cambio della guardia alla Cdp, lascia intendere un possibile ingresso della nuova Cassa in Telecom. «Succedono una serie di cose e ricordo che in Deutsche Telekom c'è la Cdp tedesca, in Orange Telecom c'è la Cdp francese. Ci sono dei momenti in cui uno si prende delle responsabilità» ha detto. L'obiettivo sarebbe completare il piano per la banda larga.

Anche Vivendi, che possiede la tv a pagamento Canal Plus, potrebbe essere d'aiuto per consolidarsi anche se la società telefonica ha già stretto un'intesa con Sky e presto potrebbe siglarne una con Mediaset Premium, per spingere gli italiani ad acquistare abbonamenti a banda ultralarga così da fruire dei contenuti televisivi da Internet. In ottobre poi in Italia arriverà Netflix. Telecom, dopo l'uscita dei vecchi azionisti come Intesa, Mediobanca e Generali dalla compagine azionaria, è inoltre più contendibile e anche questo piace alle sim; cui si aggiunge in prospettiva l'attesa per un potenziale accordo internazionale o l'integrazione con qualche gruppo media.

In manovra anche un altro socio Telecom: Marco Fossati. La cassaforte lussemburghese di famiglia Findim ha fatto cassa per procedere a maxi-distribuzione di capitale da 200 milioni. Come emerge dai documenti depositati nel Granducato, consultati da Radiocor , l'assemblea straordinaria della holding ha infatti ridotto il capitale sociale da 824,2 milioni a 624,2 milioni, annullando 200mila azioni. Ciascuno dei quattro eredi di Danilo Fossati, il fondatore della Star, dovrebbe incassare 50 milioni. Proprio Marco Fossati, che di Telecom era arrivato a detenere il 5% sempre attraverso Findim, poi scesa sotto il 2% con pesanti perdite, è stato il principale motore del passaggio di Telecom da società controllata da Telco, ossia da pochi azionisti, a public company contendibile sul mercato.