Telecom scivola in Borsa sui timori per Tim Brasil

Giornata da dimenticare ieri in Borsa per Telecom Italia. Il titolo ha perso, infatti, il 6,6% portandosi nuovamente a ridosso di quota 0,7 euro. Oltre alla crisi in corso in Europa, infatti, anche l'economia dei Paesi emergenti sta rallentando, in particolar modo, secondo un articolo del Financial Times, quella brasiliana. E dato che Telecom ha una forte presenza in Brasile dove è il secondo operatore mobile dietro a Telefonica, con Tim Brasil, la società guidata fino a maggio da Luca Luciani che presto dovrebbe avere un nuovo ad. Un fatto, questo, che potrebbe pesare, e non poco, sui conti del 2012. L'articolo del quotidiano britannico, infatti, segnala che a maggio in Brasile si è verificato il calo più consistente dei consumi per le vendite al dettaglio dal 2008. Bloomberg ha inoltre raccolto una serie di pareri da parte di analisti che si aspettano margini in calo per Telefonica sul mercato brasiliano e, dunque, è facile estendere la previsione anche per Tim Brasil. Inoltre, secondo le valutazioni di un broker estero, il fatturato del trimestre in corso per la telefonia mobile e fissa potrebbe calare rispetto alle previsioni anche in Italia. Per Telecom, ieri, c'è stata però anche una buona notizia. Il commissario Ue, Neelie Kroes, ha annunciato i primi dettagli della riforma delle regole sulla banda larga che dovranno essere approvate entro la fine dell'anno e resteranno in vigore «almeno fino al 2020». La Kroes si è impegnata a mantenere invariati i prezzi per gli affitti della rete in rame che i grandi operatori ex- monopolisti, come Telecom, Telefonica o France Telecom fanno pagare ai concorrenti. Un segnale interessante dato che la Kroes aveva minacciato di ridurre i prezzi per l'affitto del rame per spingere i principali operatori a migrare verso il nuovo mercato della fibra.
Etno l'associazione dei grandi operatori di tlc europei, ha elogiato l'annuncio «che pone fine a un lungo periodo di incertezza».