Telecom, spagnoli al bivio brasiliano

Marco Fossati torna a fare visita alla Consob per la battaglia Telecom Italia. La spedizione, la terza in pochi giorni, ha coinciso con la scoppola al gruppo di tlc assestata dall'Antitrust brasiliano: «O Telecom vende Tim Brasil o Telefonica esca dall'azionariato», ha sintetizzato il Cade, comminando a Madrid una sanzione da 5 milioni: la tesi è che la salita azionaria di Telefonica nella holding Telco ne determini il controllo, indipendentemente dal fatto che la governance resti in mani italiane.
È la stessa idea di Fossati che ha chiesto alla Commissione di Giuseppe Vegas di sancire immediatamente il «controllo di fatto» in capo a Telco. Un modo, alla luce del fardello del conseguente consolidamento del debito Telecom, per alimentare il fronte dei ribelli in vista dell'assemblea che venerdì 20 dovrà esprimersi sulla decadenza del cda: l'advisor Iss ha già dato parere positivo. Allineati anche i piccoli azionisti raccolti nella Asati, che chiede il consolidamento del debito Telecom in Telco o lo scioglimento dei patti della holding tra Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Generali e, appunto, Telefonica.
La Consob vuole però la risposta di Telefonica alla mina brasiliana. La posizione, complice la festività in Spagna, è attesa lunedì, ma Madrid dovrebbe decidere il ricorso. La scelta sarebbe utile, perlomeno, a prendere tempo, magari in vista di un più ampio riassetto. A sollevare il dubbio è stato il presidente della commissione industria del Senato, Massimo Mucchetti (Pd), secondo cui la «furbata» potrebbe essere la fusione tra Vivo, la filiale brasiliana di Telefonica, e Tim Brasil. Per poi procedere a uno spezzatino e cedere «a prezzo vile» alcune parti della combined entity e ottenere il via libera del Cade. La sentenza dell'Antitrust è quindi considerata da Mucchetti «una sfida» al board Telecom e ai suoi azionisti «non conquistati da Telefonica», l'unica realtà a guadagnare da un totale addio al Sudamerica.
«Tim Brasil è una bella azienda, abbiamo già detto che per noi e strategica», ha comunque ribadito l'amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, nel tentativo di stemperare la tensione: in Borsa il titolo ha ceduto il 2,2 per cento.
Mentre infuriava la battaglia, si è riunito il previsto consiglio di amministrazione: sul tavolo c'erano le precisazioni, attese dalla Consob, sul discusso prestito convertendo ma il board ha offerto anche l'occasione per un giro di vedute allargato. In particolare, secondo quanto trapela, il cda avrebbe iniziato a vagliare una rosa da proporre per la presidenza dopo le dimissioni di Franco Bernabè.
Questa mattina è comunque atteso, dopo il lavoro di lima dei legali, il documento di risposta sulle condizioni del bond e l'uscita dall'Argentina. Che sono le due giunture sulle quali la Consob potrebbe assestare il colpo, richiamandosi a quanto fissa il Tuf per le operazioni con le parti correlate e il Codice civile per il conflitto di interesse.