Telecom spera nella Ue per lo spin off della rete

Franco Bernabè, ieri in missione a Bruxelles, è certo che a breve emergeranno elementi che daranno a Telecom la possibilità di «confermare» lo scorporo della rete. In effetti giovedì prossimo ci sarà una riunione dell'Authority per le tlc che dovrebbe esaminare le linee guida in base alle quali Telecom dovrebbe effettuare l'operazione. Forse l'unica in grado di dare un po' di ossigeno al gruppo, ormai sceso sotto la soglia dei 10 miliardi di euro di capitalizzazione a 9,3 miliardi (ieri titolo stabile a 0,49 euro). Uno scenario sul quale influiscono le attese negative degli analisti sulla trimestrale del primo agosto.
Ieri, comunque, l'incontro con il commissario Ue all'Agenda digitale, Neelie Kroes, potrebbe essere stato positivo per Telecom. Non è un mistero, infatti, che la Kroes sul fronte delle tariffe di unbundling, ossia l'affitto della rete che i concorrenti pagano a Telecom, abbia una posizione molto diversa rispetto all'Autorità italiana che ha proposto un taglio. Per il commissario, invece, i canoni per l'utilizzo della rete in rame devono restare stabili, in quanto aiutano gli ex monopolisti a investire nella più moderna rete in fibra ottica.
Quanto all'azzeramento del roaming (cioè l'omologazione delle tariffe telefoniche pagate quando si è all'estero ai prezzi domestici) voluto dalla Commissione Ue, i maggiori operatori europei hanno sottolineato che è «un fatto inevitabile e positivo per i clienti, ma è necessario evitare abusi». Gli operatori chiedono regole stringenti per evitare eccessi da parte di operatori esterni al comparto telecomunicazioni che si sono «infiltrati» nel settore. Il gruppo belga Mobistar ha protestato contro il progetto Kroes, affermando che si tratta di una corsa verso il basso che «affretterà il declino delle società wireless».