Telecom spinge sui conti, ma c'è il nodo della fibra

Giovedì il cda, gli analisti prevedono utili in rialzo del 3,8%. Sale il pressing su Wind

Marco Patuano e Giuseppe Recchi dovrebbero essere riusciti a spremere più utili da Telecom Italia, giovedì si riunirà il cda per approvare la trimestrale, ma sulle loro scrivanie rimangono tre grandi interrogativi: i maxi-investimenti per la banca ultra-larga, la partita delle torri e il passaggio di testimone nel libro soci tra Telefonica e Vivendi post scioglimento della holding Telco. Gli analisti si attendono utili trimestrali pari a 230,5 milioni (+3,8%), a fronte di ricavi in calo del 2,7% a 5,04 miliardi: i dati saranno diffusi venerdì con la conference call. Oggi toccherà al Brasile licenziare i suoi dati ma l'attenzione del mercato è puntata anche sull'azionariato. Vivendi infatti è in procinto di rilevare la quota dell'8% dell'ex-monopolista italiano da Telefonica. Il board dovrebbe poi prendere una posizione definitiva sul dossier Metroweb, per cui il gruppo telefonico aveva presentato una bozza che prevedeva l'ingresso con una quota del 60% in Metroweb Sviluppo, con una limitazione dei diritti di voto al 40%, per arrivare a detenere, una volta realizzati tutti gli investimenti, il 100%. Un disegno che è stato respinto dai vertici del Fondo strategico italiano (Fsi) partecipato da Cdp. Una apertura è però poi arrivata dal presidente di Cdp, Franco Bassanini, secondo cui con «opportune regole di governance» Telecom potrebbe anche strappare la maggioranza.

Quanto alla fibra, secondo gli addetti ai lavori la questione è chiara: se si farà una società della rete la presenza di Telecom Italia è necessaria. Ma dato che, al momento, tra l'ex-monopolista e i vertici della Cassa Depositi e Prestiti, che controlla Fsi e dunque Metroweb, non c'è omogeneità di intenti le trattative con gli operatori concorrenti continuano. Ieri, secondo l' Adnkronos , si sarebbero infatti intensificate quelle per portare Wind nella compagine di Metroweb, ossia la società che dovrebbe accelerare lo sviluppo della fibra in Italia. L'operatore telefonico starebbe ora valutando in modo approfondito l'investimento. Non c'è tuttavia non c'è nulla di firmato, come non c'è ancora nulla di concreto con Vodafone, che pure ha già siglato una lettera d'intenti. Con Wind il documento finale potrebbe essere pronto entro la fine di maggio e per quella data si potrebbe giungere a un accordo preliminare. La difficoltà dell'accordo con i concorrenti consiste nel passare dalla teoria alla pratica. Ossia far tirar fuori, sopratutto a Vodafone, i miliardi necessari per realizzare la rete in fibra ottica.