Telecom, la trattativa con «3» verso lo stop

Buone notizie per Telefonica, maggiore azionista di Telco, la holding che ha in pancia il pacchetto di controllo di Telecom Italia. La trattativa tra Telecom e i cinesi di Hutchison Whampoa, secondo indiscrezioni, già nel cda di oggi potrebbe finire nel cassetto. Ieri lo ha riferito anche l'agenzia Bloomberg. E il nodo è sempre quello che era apparso dall'inizio. Ossia la difficoltà di trovare un'intesa sulla valutazione degli asset di «3 Italia». «La cancellazione del tavolo delle trattative con Hutchison, qualora fosse confermata - hanno detto gli analisti di Equita - lascerebbe inevitabilmente un vuoto di prospettive di breve periodo con conseguenze negative sulla performance del titolo». Che, infatti, ieri è sceso dell'1,89%, ripiombando ai minimi dal 1997. Gli analisti hanno però specificato che «il tema del consolidamento del settore resterebbe di attualità». E, dunque, ecco spiegate le buone notizie in arrivo per Telefonica che ha sempre mantenuto le posizioni in Telco. La società spagnola, del resto, è sempre stata ritenuta interessata agli asset di Telecom data la sua forte presenza in Brasile. In quel Paese, infatti, Vivo di Telefonica è il primo operatore, seguito a ruota da Tim Brasil. Insomma, i due business, Authority permettendo, sono considerati compatibili in uno scenario di consolidamento del mercato come quello attuale.
Quanto all'Italia, se «3» si fondesse con un altro operatore, come Wind, a esempio, il mercato della telefonia mobile potrebbe trovare nuovi equilibri. Ovviamente tutti gli scenari sono possibili. Anche quello della vendita degli asset di Telecom in Sud America. Oggi, comunque, il cda di Telecom, convocato in vista dell'imminente semestrale, farà il punto sui due temi caldi del momento. Oltre alla fusione con Hutchison anche lo scorporo di una parte, anche se importante, della rete fissa. E qui, ieri, il presidente Franco Bernabè ha chiarito un punto decisivo, ribadendo il ruolo centrale che nella vicenda riveste l'Authority. «Il tema ora è tutto in mano all'Agcom - ha detto - il nuovo assetto di mercato deve avere un quadro regolatorio coerente». E dunque, o l'Agcom fa regole che permetteranno a Telecom di agire liberamente sulle sue tariffe, senza doverle sottomettere all'approvazione dell'Autorità stessa, oppure dello scorporo della rete non se ne farà nulla. «La Cdp - ha aggiunto Bernabè per dare ancora più forza al suo pensiero - investirà a condizioni di mercato in un'operazione che non può essere qualificata come intervento pubblico».
Per quanto riguarda invece il dossier cinese, l'ipotesi più concreta dovrebbe essere il congelamento del progetto prendendo come scusa la necessità di focalizzare l'attenzione sulla rete.