Le tensioni dei mercati non spaventano i fondi

In aprile nuovo record per il patrimonio, a quota 1.735 miliardi Bene la raccolta netta (15,8 miliardi), ma gli azionari soffrono

Anche ad aprile sono stati i fondi comuni aperti i trascinatori dell'industria italiana del risparmio gestito. Su di essi sono confluiti 11,6 miliardi di raccolta netta mensile, cioè il 73,4% del totale di aprile (15,8 miliardi). Il resto delle sottoscrizioni mensili è stato indirizzato verso le gestioni retail (2,9 miliardi) e le gestioni per investitori istituzionali (1,3 miliardi). Per quanto riguarda il patrimonio complessivo a fine aprile, le gestioni di portafoglio (cioè l'insieme di quelle retail e istituzionali) totalizzavano 911 miliardi (52,5% del totale) mentre quello delle gestioni collettive (la somma dei fondi comuni aperti e di quelli chiusi) arrivava a 824 miliardi (47,5%): il totale del mercato era di 1.735 miliardi, record assoluto di sempre.

Osservando più nel dettaglio i fondi comuni aperti, in aprile i risparmiatori italiani hanno premiato soprattutto i flessibili (5,6 miliardi di raccolta netta), gli obbligazionari (4,6 miliardi), e i bilanciati (2 miliardi): in rosso, invece, non soltanto i fondi monetari (-74 milioni) ma anche gli azionari (-299 milioni), penalizzati da Borse molto contrastate. Per effetto di questi flussi mensili e degli andamenti dei mercati, il patrimonio degli obbligazionari a fine mese si attestava a 340 miliardi (43,8% del totale), mentre quello dei flessibili arrivava a 179,1 miliardi (23,1%), quello degli azionari a 167,9 miliardi (21,6%), quello dei bilanciati a 55,8 miliardi (7,2%) e quello dei fondi monetari euro a 26,4 miliari (3,4%). Un'occhiata finale, come di consueto, alla sfida tra fondi comuni di diritto italiano e quelli esteri, che vede anche in aprile prevalere questi ultimi con 7,5 miliardi di raccolta netta contro i 4,1 confluiti sui fondi made in Italy. Anche a livello di patrimoni complessivi, i fondi di diritto estero prevalgono con 546,6 miliardi (70,4%) su quelli di diritto italiano, che si fermano a 229,5 miliardi (29,6%).