Tesla, Wall Street critica Musk per il superbonus da 2,6 miliardi

Tesla balza alla ribalta per il vespaio suscitato dal nuovo pacchetto decennale di compensi a favore del numero 1, Elon Musk: 2,6 miliardi di dollari

Anche se assente dal Salone di Ginevra (c'è la la Model 3 da 35mila dollari, ma è sullo stand di una società Usa che ne ha acquistate varie unità per scoprirne i segreti), Tesla balza alla ribalta per il vespaio suscitato dal nuovo pacchetto decennale di compensi a favore del numero 1, Elon Musk: 2,6 miliardi di dollari. E così, a 15 giorni dal voto dei soci del tycoon australiano su questo «tesoretto» a favore del ceo, c'è chi giudica la cifra esagerata e contesta il tutto. A premere sui soci affinché mostrino il pollice verso è l'Institutional Shareholder Services (Iss), una delle più influenti società di consulenza per i grandi azionisti. A suo parere, infatti, quella cifra è «senza precedenti». Iss crede che un esborso medio annuo di 260 milioni di dollari porterebbe a «costi enormi» e avrebbe un effetto diluitivo per i soci.

Inoltre, il modo in cui quel pacchetto è stato messo a punto e la sua dimensione, «offuscano la logica sottostante» del dare a Musk un tale incentivo per trasformare la sua società in un colosso mondiale. Il piano approvato il 23 gennaio scorso lega i compensi di Musk al raggiungimento di target vari, incluso l'obiettivo ultimo di fare raggiungere a Tesla una capitalizzazione di 650 miliardi di dollari. Attualmente il valore di mercato della Casa è di 55,3 miliardi

Anche il fatto che per Musk quello dell'auto non sia l'unico business, contribuisce a irritare i suoi soci. Il tycoon, infatti, è pure ceo in altre aziende: SpaceX (gruppo aerospaziale) e Boring Company (tunnel sotterranei).