Tesoro primo azionista del Monte

Fintech riduce la partecipazione e il Mef, con il 4% del capitale, balza al comando

Cinzia Meoni

Da ieri è il Tesoro il primo azionista di Mps con quel 4% del capitale frutto, un anno fa, dalla conversione dei Monti Bond. Fintech Advisory, infatti, ha comunicato di aver dimezzato la propria quota nella banca al 2,24% dal 4,5%. Il fondo di David Martinez Guzman, con Btg Pactual, era stato tra i primi istituzionali a rispondere all'appello della Fondazione Mps costretta dal profondo rosso in bilancio, a marzo 2014, a cedere la presa su Rocca Salimbeni. Ma oggi, mentre si profila l'ennesima maxi ricapitalizzazione di Mps (per 5 miliardi), Fintech preferisce prendere le distanze da Siena e lasciare l'incombenza al Tesoro.

Nel frattempo ieri, con la diffusione del rapporto semestrale, Mps ha reso noto di avere cause pendenti per 283 milioni per presunte false rappresentazioni della realtà economica e finanziaria contenuta nei prospetti e nella documentazione fornita dal gruppo dal 2008 in poi. E potrebbe non essere finita qui. Rocca Salimbeni mette infatti le mani avanti: «Le azioni promosse dagli investitori potrebbero aumentare, anche significativamente, dal punto di vista del numero e delle richieste risarcitorie, rispetto a quelle avviate sino alla data di riferimento della presente relazione finanziaria semestrale», anche a seguito dell'esito del procedimento penale pendente presso il Tribunale di Milano che conta 353 soggetti costituiti come parti civili.

Perfino la Coop chiede i danni a Mps. Coop Centro Italia, una delle sette grandi cooperative consumatori del sistema Coop, e la sua controllata Coofin sono infatti tra gli investitori che hanno citato in giudizio per danni la più antica banca del mondo. Più in dettaglio, a fine luglio, è arrivato l'atto di citazione di Coop Centro Italia e della controllata Coofin srl nei confronti di Mps (e di Consob). Le società assumono «la falsità dei prospetti informativi» relativi agli aumenti di capitale 2008, 2011 e 2014» e reclamano 137,1 milioni di danni.

Un movimento semicollettivo invece è quello a cui ha dato vita Arnaldo Marangoni, che ha avviato una causa di risarcimento danni nei confronti di Rocca Salimbeni a cui si sono uniti, lo scorso marzo altri 124 soci. Anche in questo caso, Mps avrebbe illecitamente fornito una falsa rappresentazione della propria situazione patrimoniale, economica, finanziaria, reddituale e gestionale, falsa rappresentazione che avrebbe avuto l'effetto di trarre in inganno ed errore gli investitori. In tutto i danni sono stati calcolati in 97 milioni. Sono infine pendenti altri 12 cause promosse da singoli azionisti per complessivi 49 milioni. Nel rapporto il Monte ha poi comunicato di aver «concentrato la propria richiesta risarcitoria in «non meno di 866,3 milioni» a Nomura in materia di derivati (Alexandria, Santorini).

Commenti

fcf

Dom, 14/08/2016 - 16:18

MPS, ovvero come i sinistri riescano a distruggere ovunque mettano le zampe.