Tim, la Cdp non salirà. Ma "apre" sulla rete

Oggi sul tavolo del cda anche la richiesta dei sindaci. Occhi puntati sul piano di Gubitosi

Prima riunione del cda, dopo la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato di Tim. Il board odierno, che si prospetta difficile vista la battaglia in corso tra i due primi soci Vivendi (24% circa) ed Elliott (8%), potrebbe accogliere il suggerimento del collegio sindacale di convocare al più presto un'assemblea per il rinnovo dei revisori. Del resto Vivendi da tempo vuole l'assise e alza il pressing sui consiglieri in quota Elliott perché avvenga al più pressing: la convocazione potrebbe infatti dare la possibilità ai francesi di integrare l'ordine del giorno, con la richiesta della revoca (o dell'integrazione) del cda. Obiettivo: tentare di riprendere la governance di Tim.

A pesare c'è pero anche la volontà del governo Lega-M5S di portare Tim e Open Fiber a creare una società unica della rete sotto l'egida di Cdp che ha partecipazioni in entrambe le società. Ieri il presidente Massimo Tononi ha specificato che Cassa Depositi non salirà in Tim, di cui ha il 5%: questa partecipazione «è stata fatta con una finalità di sostegno all'azienda che non è cambiata», ha detto Tononi aggiungendo che Cdp guarda a quello che accade in Tim da osservatore esterno. Ma poi ha di fatto aperto alla rete unica: «Le iniziative del governo ci sembrano ragionevoli ma quello che accadrà in futuro va lasciato alle società coinvolte»

Non c'è dubbio comunque che la nomina di Gubitosi al vertice di Tim abbia suggellato la divisione tra i due principali azionisti dell'ex-monopolista. Al board di oggi da un lato ci saranno quindi i dieci consiglieri vicini al fondo Elliott, che il 4 maggio scorso ha strappato - grazie all'appoggio di altri istituzionali e della stessa Cdp - la governance di Tim ai francesi di Vivendi. Dall'altro ci saranno invece i 5 rappresentati in quota francese, tra cui l'ex ad Amos Genish che sarebbe pronto a impegnarsi in una battaglia legale per vedere raddoppiata la sua buonuscita da Tim. Gli stessi francesi hanno votato contro la scelta di affidare le leve operative a Gubitosi, che a inizio settimana ha spedito una lettera ai dipendenti invitandoli a essere compatti.

La tensione, insomma, a Telecom resta alta. Lo sesso Gubitosi e tutto il cda, hanno intanto ascoltato ieri le proposte strategiche dei top manager in occasione dello «Strategy day» della società. L'amministratore delegato sta lavorando al nuovo piano industriale, la cui presentazione doverebbe slittare al mese di febbraio. In attesa del consiglio, ieri in Piazza Affari, il titolo Tim ha chiuso in leggero progresso (+0,35%) a un prezzo di 0,57 euro.