Tim riunisce due cda. Ma così Vivendi la spunta solo a metà

Il primo consiglio sarà venerdì, però quello sull'assise per il ribaltone resta a gennaio

Il presidente di Tim Fulvio Conti ha alla fine ceduto al pressing di Vivendi, convocando il cda del gruppo telefonico prima di Natale. Ma l'assemblea dei soci, voluta dallo stesso primo socio francese (23,9%), per tentare il ribaltone e strappare la regia di Tim al fondo Elliott, non sarà riunita prima di fine febbraio.

Venerdì 21 dicembre, infatti, il board si limiterà ad analizzare la richiesta di Vivendi rimandando a un secondo cda, messo in agenda per il 14 gennaio, il compito di fissare la data appunto dell'assise clou.

Insomma, Vivendi «guadagna» ben pochi giorni di calendario, rispetto alle tempistiche che sarebbero state dettate dal cda già convocato il 17 gennaio, cui si guardava inizialmente l'assemblea, chiamata anche a scegliere i revisori dei conti. Tutto sarebbe infatti stato comunque deciso prima dell'assemblea di bilancio dell'11 aprile.

Vivendi però ha aggiunto la richiesta di revoca di 5 consiglieri in quota Elliott, sui dieci eletti nella sua lista, e la nomina di altri 5 da loro scelti. In particolare, il gruppo di Vincent Bolloré vorrebbe «espellere» dal board lo stessp Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti. Per sostiturli con altri 5 consiglieri, di cui 4 italiani: Flavia Mazzarella, Franco Bernabè, Gabriele Galateri di Genola, Rob van der Valk e Francesco Vatalaro. «Tutti candidati indipendenti e di grande e comprovata esperienza», aveva sottolineato Vivendi. Ora gli occhi sono quindi puntati sulle mosse di Vivendi alla ricerca di raggranellare i voti necessari a riprendere la governance di Tim.

I francesi avrebbero atteso - la richiesta di convocazione è partita solo venerdì scorso - per avere maggiori chance. Del resto partono avvantaggiati, potendo contare sul 23,9% di Tim contro l'8,8% della rivale Elliott. Secondo indiscrezioni, però, il fondo attivista Usa potrebbe salire fino al 10%. Elliott può poi contare su Cdp (5%) che però ha già detto di non voler comprare altre azioni. Vista l'incertezza sul fronte della governance ieri il titolo Telecom ha sofferto in Borsa, -1,7%, anche se il nuovo ad, Luigi Gubitosi, è già al lavoro sul nuovo piano industriale, con l'intenzione di presentarlo agli analisti a fine febbraio.

A pesare è poi l'andamento debole dell'intero comparto tlc, che in Europa arretra dell'1,66%. Gli analisti di Mediobanca, comunque, hanno reiterato il giudizio «outperform» a Tim con target a 0,93 euro, perché si potrebbe innescare una corsa all'ultima azione proprio in vista dell'assemblea. Da parte sua Equita ha confermato il «Buy» con target di prezzo a 0,64 euro.