Tod's «non è attraente» Credit Suisse lo declassa

Tod's è meno attraente di un tempo per Credit Suisse. Il broker svizzero vede un 2014 «controverso» per il gruppo del lusso: i risultati del 2013 hanno mancato le attese (anche se di poco) e la guidance sulle vendite per la prima parte del 2014 è risultata deludente, tanto da causare una revisione delle stime di consenso per l'anno in corso, portando il giudizio a neutral dal precedente outperform. Contemporaneamente, Credit Suisse ha abbassato il target price a 105 euro dai 125 euro precedenti, dopo aver tagliato del 10% le stime sul 2014 del gruppo guidato da Diego Della Valle. «Ci piacciono ancora gli attributi di questa azienda italiana del lusso di alta qualità - spiegano gli analisti - ma abbiamo sottovalutato l'aggravarsi delle turbolenze a breve termine che portano a declassamenti materiali. Crediamo che la valutazione non sia più attraente». E il mercato ha messo il titolo sotto pressione: in Piazza Affari, Tod's ha perso così il 2,28%, che si aggiunge al 5% lasciato sul terreno il giorno dopo la presentazione dei conti, usciti l'11 marzo a Borsa chiusa.
A deludere gli analisti è stato soprattutto l'utile in calo a 133,8 milioni, mentre le attese indicavano profitti per 138 milioni. Sotto le aspettative anche l'ebit a 193,2 milioni. Tuttavia, gli analisti di Credit Suisse rimangono fiduciosi su un'accelerazione della crescita del gruppo di pelletteria nel 2015, grazie a quattro fattori: un miglioramento del comparto retail in Italia, le opportunità derivanti dalla penetrazione negli Stati Uniti, una crescita convincente e prospettive di redditività per il marchio Roger Vivier e un potenziale di espansione dei margini a lungo termine, senza contare «eventuali ipotesi» di M&A. Appuntamento con Tod's il 14 maggio, quando la società pubblicherà i conti del primo trimestre.