Tokio premia le aziende agli ordini del governo

Il premier Abe si impegna a comprare le azioni delle imprese che assumono e alzano le paghe

Visto che le frecce dell'Abenomics sono tutte andate fuori bersaglio, il Giappone ne prova un'altra per sostenere la propria inguaiata economia. L'idea non è proprio un fulgido esempio di rispetto dei principi del libero mercato, ma Tokio ha già dato prova in passato di non andare troppo per il sottile quando c'è da intervenire. Così, ecco il governo affidare alla banca centrale - spesso usata quando c'è del lavoro sporco da sbrigare - una nuova missione: prendere contatto con due banche d'investimento, alle quali affidare il compito di inventarsi di sana pianta due indici Etf dove verranno fatte confluire le azioni di quelle aziende che si mostreranno particolarmente sensibili ai desiderata dell'esecutivo. Come? Semplice. Basterà obbedire su almeno tre fronti: alzare i salari dei dipendenti; assumere personale; e investire sul suolo nipponico.

Uno slancio patriottico che verrà adeguatamente ricompensato con gli acquisti, da parte del governo, dei titoli delle imprese quotate. Il premier Shinzo Abe ha stanziato per la bisogna 300 miliardi di yen (2,7 miliardi di dollari) all'anno, che serviranno a dare un boost ai titoli, con immaginabile soddisfazione da parte degli azionisti. Anche di quelli che cominceranno ad affluire a partire dal prossimo mese di maggio, quando i due indici diventeranno operativi, allettati dall'idea di avere le spalle coperte dal governo. Ma la domanda da porsi è questa: funzionerà? Finora, i tentativi della Bank of Japan di sostenere la Borsa si sono rivelati dei buchi nell'acqua. Rispetto a un anno fa, quando flirtava con quota 20mila, il Nikkei ha lasciato sul terreno quasi 5mila punti e perso completamente la fiducia dei risparmiatori giapponesi. Che, peraltro, non possono neppure più trovare conforto nell'obbligazionario a causa dei rendimenti finiti sottozero a causa della strategia dei tassi negativi.

L'ipotesi che la BoJ tagli ulteriormente i tassi, andando a colpire ancor di più la redditività delle banche, è stato uno dei motivi che hanno spaventato questa settimana il settore finanziario su entrambe le coste dell'Atlantico. Ma il governatore Haruhiko Kuroda non sembra intenzionato a fermarsi: la banca è pronta, se necessario, a «intraprendere ulteriori misure di allentamento monetario», sia ampliando gli acquisti di asset, sia abbassando il tasso di deposito ancora di più sotto lo zero, o utilizzare entrambe le misure, per raggiungere l'obiettivo del 2% di inflazione. Peccato che lo yen sia ai massimi rispetto ai livelli raggiunti in più di un anno. Le imprese esportatrici sentitamente ringraziano.

RPar