Tokyo gioca l'ultima carta per rianimare l'economia

Obiettivo rilanciare il turismo in vista delle Olimpiadi e ridurre l'impatto della Brexit. Ma l'Fmi: «Non basta»

Rodolfo Parietti

Nell'ennesimo tentativo di rilanciare l'economia, il Giappone si produce nell'ennesima distribuzione a pioggia di quattrini pubblici. Questa volta, si tratta di un pacchetto del valore complessivo di 28.100 miliardi di yen (245,7 miliardi di euro) destinati a rianimare consumi asfittici, a rilucidare l'appannato appeal turistico dell'arcipelago e a promuovere le esportazioni agricole. Un ulteriore sforzo che, tuttavia, il Fondo monetario internazionale ha bollato come insufficiente, consigliando a Tokio di agire sul versante della politica monetaria attraverso un taglio dei tassi o con un incremento degli acquisti di asset effettuati dalla Bank of Japan.

Non è da escludere che il consiglio dato dal Fondo guidato da Christine Lagarde sia presto ascoltato. Forse basterà solo attendere la prossima riunione della banca centrale, prevista per il 20-21 settembre. Già ieri il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha escluso che la preannunciata revisione delle strategie monetaria si possa tradurre in una stretta, mentre l'appuntamento settembrino servirà ad «avere una valutazione completa allo scopo di chiarire che cosa serve per raggiungere il nostro target» di inflazione al 2%. Se l'obiettivo è ancora l'allontanamento dall'attuale deriva deflazionistica, è quindi probabile che la strada da seguire resti quella di ulteriori stimoli. Per il momento, il governo di Shinzo Abe prova a «stimolare immediatamente la domanda, ma anche una crescita economica sostenibile guidata dal settore privato» mettendo sul piatto altri fondi pubblici. La ripartizione degli aiuti pubblici aiuta a capire quali siano le priorità: la fetta più sostanziosa, pari a 13.500 miliardi di yen di prestiti governativi a basso interesse, servirà ad anticipare il lancio, attualmente previsto per il 2045, del treno a levitazione magnetica ad alta velocità che collegherà Nagoya a Osaka. Per quanto accelerati, i lavori non riusciranno a terminare in tempo per l'avvio delle Olimpiadi del 2020, ma l'appuntamento con il più grande evento sportivo a livello mondiale ha convinto l'esecutivo nipponico della necessità di spingere sul pedale del miglioramento dei servizi turistici. Una parte del pacchetto, pari a 1.700 miliardi di yen, sarà appunto riservata alle iniziative per raddoppiare i 20 milioni di visitatori che ogni anno mettono piede nel Paese del Sol levante. Altri 2.500 miliardi serviranno invece a potenziare i servizi di assistenza sociale come l'assistenza infermieristica e all'infanzia. Il pacchetto comprende infine un finanziamento per aiutare le piccole e medie imprese che possono essere negativamente influenzate dalla Brexit.