Del Torchio prende la guida del Sole

L'ex capo azienda Alitalia riceve pieni poteri dal cda. La sfida del rilancio

Paolo Stefanato

Si è fatto la fama di uomo delle imprese difficili, come quella di dare nuova vita all'Alitalia. Gabriele Del Torchio, 65 anni, una solida carriera di manager alle spalle, da ieri è amministratore delegato con pieni poteri al gruppo Sole 24 ore. La prossima sfida del top manager - che subentra a Donatella Treu ed è stato cooptato dal cda in sostituzione del dimissionario Cesare Puccioni - è riorganizzare una realtà editoriale complessa: 86 milioni i ricavi (+1,1%) a marzo a fronte di una perdita di 5,9 milioni.

Per decenni Del Torchio ha guidato realtà della meccanica e del movimento terra. La svolta, sul piano della notorietà, avviene in tre fasi: quando rilancia, valorizza e vende i cantieri Ferretti, che poi cede a un fondo di private equity; quando ristruttura e rilancia la Ducati, marchio storico del motociclismo, che poi vende ai tedeschi della Audi: in questo caso viene chiamato dalla Investindustrial di Andrea Bonomi, che grazie a lui ottiene una ricca plusvalenza. Ma il salto più visibile lo fa nel 2013, quando gli viene offerto di metter mano all'Alitalia, una delle aziende italiane più delicate, in crisi perenne, ma «patrimonio» del Paese e quindi difficile da affrontare con gli strumenti del risanatore. Il suo successo non è riportare in bonis la compagnia, ma di riuscire a venderla agli arabi di Etihad, che vengono convinti a sottoscrivere un'operazione complessa e non priva di rischi. Nella stagione di Alitalia si capisce che la grande qualità dell'uomo Del Torchio è quella del negoziatore. In un'azienda editoriale non c'è mai stato, ma al Sole il contributo del suo carattere sarà di importanza fondamentale. Sia che si voglia agire in profondità sull'organizzazione, sia che si intenda trovare un alleato.