Trichet: «La Grecia rimedi agli errori Ma in Europa non ci sarà il contagio»

RomaLa Grecia «deve rimediare ai suoi errori, non tollerabili per la stabilità finanziaria della zona euro». Una frase molto forte, quella del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, alla vigilia della riunione dei ministri finanziari europei. Trichet ha però anche ribadito che non ci sono motivi per temere rischi in Eurolandia. Le tecnicalità per l’assistenza alla Grecia - decisa a livello politico nel vertice dei capi di Stato e di governo, giovedì scorso - saranno discusse oggi alla riunione Eurogruppo, che dovrebbe anche dare il via libera alla nomina del portoghese Vitor Constancio alla vicepresidenza della Bce.
I mercati attendono con ansia le decisioni operative dell’Europa, dopo che nelle ultime settimane hanno molto «ballato» a causa della grave situazione dei conti pubblici di Atene. La Banca centrale europea, stando al quotidiano tedesco Handelsblatt si collocherebbe in una linea più rigida rispetto a quella della Commissione. Mentre il New York Times accusa due colossi bancari di Wall Street, Goldman Sachs e Jp Morgan Chase, di avere finanziato il debito greco attraverso contratti swap in cui le autorità di Atene ipotecavano i futuri introiti di tasse aeroportuali, pedaggi autostradali, incassi delle lotterie di Stato. Sarà il ministro delle Finanze greco, George Papacostantinou, a illustrare ai colleghi il pacchetto di misure per ridurre il deficit e far ritornare la fiducia sui mercati nei confronti dei titoli ellenici. Il piano prevede il congelamento delle assunzioni e degli stipendi pubblici, e un taglio del 10% dei fondi dei ministeri. Sul fronte fiscale, verrà introdotta l’aliquota del 40% sui redditi al di sopra dei 60mila euro. Tra le misure che il governo sta valutando, anche l’innalzamento dell’età pensionabile a 63 anni entro il 2015. L’obiettivo è di ricondurre il disavanzo annuale sotto il limite del 3% entro il 2012: un’impresa tutt’altro che semplice.
Molti si chiedono se il governo Papandreu abbia la forza per imporre una simile cura al Paese. Un sondaggio realizzato nelle scorse ore indica, tuttavia, che la maggioranza dei cittadini greci giudica necessari i tagli di spesa e le altre misure fiscali, ma non li ritiene sufficienti a raggiungere gli obiettivi dichiarati dal governo.
Saranno la Commissione di Bruxelles e la Bce a vegliare sul rispetto degli obiettivi dichiarati dal governo greco. L’Europa potrebbe incaricare il vicepresidente uscente della Bce, Lucas Papademos - banchiere centrale greco dalla reputazione riconosciuta - di supervisionare l’implementazione delle misure di finanza pubblica nel suo Paese. Papademos scade in queste ore dalla vicepresidenza della Banca centrale europea, e i ministri finanziari dell’Eurogruppo decidono oggi il nome del suo successore. Con ogni probabilità sarà Vitor Constancio, banchiere centrale portoghese, ad avere la meglio sugli altri due candidati, il belga Praet e il lussemburghese Mersch. Sul suo nome si è coagulato un consenso ampio, con soddisfazione del suo principale sponsor, la Germania. La nomina di Constancio potrebbe influenzare il processo di successione al presidente della banca, il francese Jean-Claude Trichet. In Germania si dice, infatti, che difficilmente potrebbe essere accettato un vertice Bce «mediterraneo», con Mario Draghi presidente e Constancio vice. In realtà, i precedenti (Wim Duisenberg presidente e Christian Noyer vice) dicono che due Paesi continentali come Olanda e Francia hanno guidato la Bce senza alcun problema di tipo «geografico».