La Troika boccia Atene In Italia torna la fiducia

Tsipras invia con una mail la lista delle riforme: nessun provvedimento su pensioni e lavoro. Ai massimi dal 2008 l'umore delle nostre imprese

C'era una volta la carta intestata, con tanto di timbri a certificarne l'autenticità. Ora non più: dopo aver mandato al rogo cravatte e diplomazia, il governo Tsipras inaugura l'era delle riforme inviate via mail. E, per giunta, in greco. Ma a voler essere rapidi e moderni, si finisce per ottenere l'effetto opposto: letto il documento, l'ex troika l'ha quindi cestinato. Non convincono ancora le misure individuate per ottenere la tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro. Atene ha finito per cambiare idea sul piano di privatizzazioni, convincendosi a dismettere parzialmente il porto del Pireo (incasso previsto mezzo miliardo, sugli 1,5 complessivi); ha quindi accettato di mantenere l'omologa ellenica dell'Imu, contravvenendo alle promesse elettorali. Altre risorse dovrebbero essere garantite dalla stretta all'evasione e sui trasferimenti bancari, dal recupero dell'Iva e dalla lotta al contrabbando. L'esecutivo conta sul pacchetto di riforme per incassare 3,7 miliardi quest'anno e dare una spinta al Pil dell'1,5%. Secondo il Brussels Group, si tratta di stime ottimistiche. La bocciatura è però soprattutto legata all'assenza nel documento di due punti-chiave: l'innalzamento dell'età pensionistica e il profondo restyling del mercato del lavoro. E Atene, inoltre, non intende aumentare l'Iva. Insomma, non ci siamo. Al punto che la Commissione Ue pretende che il prossimo pacchetto di misure sia «completo e credibile». Ma ieri sera, parlando al parlamento greco, Tsipras ha gettato altra benzina sul fuoco: «Il debito deve essere ristrutturato affinchè possa essere ripagato». Il governo, ha aggiunto, cerca un «compromesso onorevole» con i partner europei, non capitolerà ed è convinto che le riforme saranno accettate.

Ora il calendario del negoziato prevede una riunione dell'European Working Group prima di Pasqua e un'altra prima del vertice dei ministri finanziari dell'8 aprile. Ma il tempo rimasto è poco. Senza un'intesa, il 20 aprile la Grecia non avrà più un euro in cassa, visto che i prestiti di emergenza della Bce, che la scorsa settimana ha acquistato bond pubblici per 14,71 miliardi (41 in totale dall'inizio del Qe), sono riservati al sistema bancario. I mercati, per ora, escludono lo scenario peggiore: le Borse hanno chiuso in rialzo (+1,2% Milano), beneficiando anche dell'aumento della fiducia nell'eurozona. In Italia, la fiducia delle imprese è ai massimi dal luglio 2008 e migliora anche quella dei consumatori. Sul fronte del Tesoro, altri minimi storici per i rendimenti dei Btp a cinque anni (0,55%) e a 10 anni (1,34%).