Ultima chiamata per il canone Rai

L'ultima legge di Stabilità ha introdotto la presunzione di possesso della tv nel caso in cui esista un'utenza elettrica nel luogo in cui il soggetto risiede anagraficamente. Tramite un apposito modello di autocertificazione, gli interessati possono attestare che nell'abitazione per la quale sono titolari di un'utenza elettrica residenziale non è detenuto un apparecchio televisivo. Il modello può essere presentato anche per segnalare che il canone è dovuto in relazione all'utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica (intendendosi per tale ai sensi dell'articolo 4, decreto presidente della Repubblica n. 223/'89 l'insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune), del quale deve essere indicato il codice fiscale. È il caso, ad esempio, di due soggetti che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate. La dichiarazione sostitutiva, inoltre, può essere resa dall'erede in relazione all'utenza elettrica transitoriamente intestata a un soggetto deceduto. Alla presentazione deve provvedere il contribuente (o l'erede) tramite un'applicazione web, disponibile sul sito internet delle Entrate (utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dalla stessa Agenzia), oppure tramite gli intermediari abilitati. In alternativa è possibile presentare la dichiarazione, insieme a un valido documento di riconoscimento, per posta in plico raccomandato senza busta (indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. Sportello abbonamenti tv Casella Postale 22 10121 Torino).

*Presidente Centro studi Confedilizia

Commenti

Valvo Vittorio

Lun, 27/06/2016 - 13:13

In questo caso siamo a una forma di dittatura statalista, riprovevole in una nazione democratica. Questi purtroppo sono gli errori che si commettono quando si portano al governo di un paese "democratico" persone d'idee e cultura dittatoriale che, nella foga di approvare leggi a loro adatti, combina pasticci consequenziali.