Unicredit verso l'addio a Nicastro

L'ad Ghizzoni al lavoro per cancellare la direzione generale e semplificare la linea di comando, il 5 agosto parola al cda

La rivoluzione nella governance di Intesa Sanpaolo, che presto abbandonerà al duale per adottare il cosiddetto modello monistico, è contagiosa. Anche l'altra big del sistema bancario, Unicredit, si prepara a modificare il governo societario. Per adesso si tratterà di una semplificazione organizzativa che sarà portata sul tavolo del consiglio di amministrazione di mercoledì 5 agosto. Ma il primo effetto sulla composizione del management potrebbe essere eclatante: l'eliminazione della figura del direttore generale, poltrona oggi occupata da Roberto Nicastro, da diciotto anni nel gruppo che ha fatto crescere nel Centro Est Europa. Intervistato ieri dal Sole 24 Ore , il diretto interessato non ha nè confermato nè smentito i rumors ma ha ammesso di credere che «sia importante cercare sempre l'adrenalina delle nuove sfide». Secondo indiscrezioni, l'adrenalina potrebbe essere trovata o in ambienti vicini al governo (leggasi partecipate statali e simili) o a Nordest, dove sta per scattare il risiko delle Popolari. Gli indizi portano verso Veneto Banca che sta valutando lo sbarco a Piazza Affari con l'addio al voto capitario. Subito dopo la quotazione, l'istituto di Montebelluna vuole raccogliere liquidità sul mercato (si parla di circa 500 milioni) per adeguarsi al nuovi paletti che la Bce fisserà entro fine anno. E per avere una buona dote da presentare in vista delle nozze con un'altra banca che stanno a cuore sia a Francoforte sia a Bankitalia (le scommesse puntano sull'emiliana Bper o sul Banco Popolare che però potrebbe andare all'altare con Ubi o Bpm).

Nicastro potrebbe essere l'uomo giusto per una missione così delicata. L'esperienza non gli manca: è entrato nel gruppo Unicredit, allora Credito Italiano, nel maggio 1997 come responsabile della pianificazione e delle partecipazioni. Nel 2000 ha assunto la carica di vice direttore generale ed è diventato responsabile della divisione New Europe guidando la banca nella costruzione di una posizione leader nell'Europa Centrale e Orientale. Nel 2007 è stato nominato deputy Ceo con responsabilità sul retail, mentre dal novembre 2010 è direttore generale con responsabilità sulle attività di marketing strategico e innovazione, sulla gestione dei controlli interni e di supervisione dell'Austria, della Polonia e della divisione centro-est Europa. E stato uno dei candidati più accreditati per raccogliere il testimone di Alessandro Profumo nella carica di ad, ruolo che fu poi assegnato a Federico Ghizzoni. Nicastro è assai noto ai correntisti del gruppo milanese: il suo nome, completo di indirizzo mail, per anni è comparso in tutti gli estratti conto.

L'addio pare scontato anche se da Unicredit si limitano a riferire che all'ordine del giorno del cda agostano ci sarà prima di tutto l'esame dei conti dei primi sei mesi del 2015 e poi la riunione servirà per discutere di una nuova tappa di quel processo di semplificazione organizzativa in cui da anni l'istituto è impegnato. Di certo, la partita è gestita al cda (peraltro ridotto qualche mese fa a 17 membri) che ha un ruolo centrale e sarà il cda a deliberare tempi e modalità in maniera del tutto consensuale.