Unipol-Fonsai, alle banche 112 milioni

Via ai due aumenti di capitale da 1,1 miliardi ciascuno per Fonsai e Unipol, dopo il rinvio di una settimana. Ieri le due compagnie assicurative hanno siglato l'accordo con 11 banche che garantiranno sul buon esito delle operazioni. Rispetto alle otto banche che qualche mese fa avevano manifestato la propria disponibilità a garantire l'operazione, Morgan Stanley si è defilata, mentre si sono aggiunte quattro istituti, tutti italiani: Banca Akros, Aletti, Carige e Centrobanca che affiancheranno Barclays, Credit Suisse, Deutsche Bank, Mediobanca, Nomura, Ubs e UniCredit.
In questi tempi di magra per il settore finanziario l'operazione fa gola a molti istituti. Dal prospetto emerge che, per Fonsai, le banche del consorzio di garanzia (e la stessa Unipol, garante dell'inoptato sulle azioni di risparmio), si divideranno fino a 60,4 milioni di commissioni, di cui 24 milioni a titolo di incentivo. Per l'operazione Unipol le commissioni arrivano a 52 milioni, di cui 24 a titolo d'incentivo. Totale 112,4 milioni: cifre che valgono un utile trimestrale. Ma non senza rischi: leggendo il prospetto informativo dell'operazione emerge un futuro pieno di ostacoli.
Gli effetti straordinari del terremoto verificatosi nell'area emiliano-romagnola, insieme agli sviluppi della procedura fallimentare di Imco e Sinergia, le potenziali rettifiche delle riserve residue legate agli approfondimenti richiesti dall'Isvap e la qualità portafoglio strutturati di Unipol sono citati come fattori di rischio per l'investimento. L'Istituto di vigilanza del settore assicurativo, in una lettera inviata alla compagnia il 3 luglio, indicava una possibile carenza di 64 milioni per Fonsai e di 61 milioni per la Milano Assicurazioni. Ancora, la posizione creditoria di Fonsai rispetto a Sinergia e Imco, le holding della famiglia Ligresti dichiarate fallite lo scorso 13 luglio, ammonta a 230 milioni. Rimangono, infine, i dubbi sulla qualità del portafoglio strutturati di Unipol. I primi di giugno, in un incontro tra analisti e il direttore finanziario di Unipol, Matteo Laterza, su 3,6 miliardi investiti in prodotti strutturati le potenziali perdite erano indicate in 600 milioni. La durata media del portafoglio strutturati è molto lunga, pari a 12,5 anni, questo permette al gruppo di poter aspettare a valorizzare i propri investimenti in momenti di Borsa più favorevoli sperando di non dover registrare minusvalenze. «A peggiorare la situazione è la struttura di un'operazione ostica per il mercato», spiega un analista. Gli aumenti di capitale che partiranno lunedì per concludersi il primo agosto (i diritti di opzione saranno trattabili fino al 25 luglio) prevedono per ogni titolo Fonsai già posseduto l'emissione di 252 nuove azioni ordinarie e risparmio. Le nuove azioni risparmio di categoria B, offerte in opzione ai possessori delle risparmio di categoria A, verranno emesse ad un prezzo di 0,565 euro ciascuna, le ordinarie al prezzo di un euro. L'aumento Unipol prevede l'emissione di 20 nuove azioni ordinarie al prezzo di 2 euro ogni una posseduta.
«Tradotto, significa che la quota di utili che prima dell'operazione spettava a una sola azione Fonsai, alla fine dell'aumento, verrà spartita con altre 252 azioni. Per Unipol questo rapporto scende a 20, ma è comunque elevato», spiega l'analista. Lo stesso prospetto parla di effetti diluitivi per le azioni Fondiaria Sai fino al 99,6%. Immediata la reazione in Borsa. Da quando sono stati annunciati i dettagli dell'aumento di capitale, Fonsai in sette sedute è crollata del 48,3%, Unipol del 34%.