Unipol-Fonsai, ok dell’Antitrust Stop ai legami con Mediobanca

L’Antitrust concede il via libera alla fusione-salvataggio del gruppo Fonsai in Unipol, ma il prezzo da pagare sarà l’annullamento di tutti i legami ora esistenti con Mediobanca, che controlla Generali, e la vendita dello stesso pacchetto detenuto nel Leone. I paletti chiesti rispecchiano le attese, ma l’Autorità di Giovanni Pitruzzella è andata oltre, estendendo gli impegni presi da Unipol e Mediobanca all’intera galassia Ligresti e fissando il modo per recidere i legami con Trieste e Piazzetta Cuccia, i cui voti sono di fatto congelati. Unipol, Fonsai e Milano dovranno infatti vendere la quota del 3,83% di Mediobanca delle società dei Ligresti (nel patto di sindacato tramite Fonsai e Milano), individuando in tempi brevi un fiduciario gradito all’Autorità e depositare quindi le azioni di Piazzetta Cuccia in un deposito fiduciario vincolato con istruzioni «permanenti e irrevocabili di astenersi dal partecipare ad assemblee Mediobanca e dall’esercitare i diritti di voto connessi».
Sotto i riflettori c’è qui il legame dell’istituto con le Generali, principale concorrente della nuova compagnia. L’Antitrust chiede anche di cedere a terzi l’1% del Leone. Per la quota nel patto Mediobanca da vendere saranno determinanti soprattutto i tempi imposti dall’Autorità, perlopiù coperti da omissis nel provvedimento.
Per il resto è presumibile che le parti in campo nel riassetto, Piazzetta Cuccia inclusa, siano soddisfatte del responso, che segna un nuovo passo avanti per la «Grande Unipol». Andranno poi vendute immediatamente eventuali partecipazioni che dovessero entrare in Piazzetta Cuccia in Unipol, Fonsai o nella compagnia nascitura. Non potranno venir convertiti in quote azionarie i prestiti. E la banca non potrà chiedere informazioni commerciali al gruppo. L’istituto non potrà poi entrare in Unipol o Finsoe, finchè rimarrà «il controllo di fatto di Mediobanca su Generali»; così come resterà fuori dalla governance del nuovo big delle polizze.
Unipol deve invece cedere asset per tornare, a riassetto compiuto, al di sotto del 30% dei rispettivi mercati, con un faro soprattutto sull’Rc Auto e sulla presenza nella distribuzione delle polizze in 93 province. E ancora, sul fronte degli intrecci del nuovo gruppo con Piazzetta Cuccia, si dovrà «iniziare a ridurre l’attuale debito di Unipol, Fonsai e Milano verso Mediobanca, azzerandolo in prospettiva». Anche qui è al bando lo scambio di informazioni non essenziali. Andrà poi subito sciolto con l’ingresso di Unipol in Premafin il patto su Fonsai che lega Unicredit (primo azionista di Mediobanca) e la stessa Premafin. Si dovranno quindi dimettere i tre consiglieri Fonsai di indicazione Unicredit: Salvatore Militello, Roberto Cappelli e Ranieri De Marchis.
Da segnalare che il direttore generale Fonsai, Piergiorgio Peluso, non figura nella partita come «uomo Unicredit», e quindi questo paletto non lo riguarda. Esclusi, infine, patti di Unipol con Mediobanca o Unicredit su Fonsai. O accordi di Finsoe su Unipol con Mediobanca e Piazza Cordusio.RE