Tra Usa e Cina è guerra tech

Il conflitto è sulla leadership nel settore dati

Cina e Usa sono protagoniste da diversi anni di un duello serrato in campo economico e politico. L'ascesa alla Casa Bianca di Donald Trump ha accelerato la focalizzazione verso Pechino degli apparati statunitensi che, in un'inusuale dimostrazione di concordia, individuano proprio nella Cina il rivale numero uno per la leadership di Washington su scala globale. E il campo di contesa più importante è proprio quello economico. Perché proprio col sorpasso sugli Usa per Pil totale la Cina intende dare la prima dimostrazione della sua rinnovata influenza e, al contempo, perché l'amministrazione Trump ritiene le strategie commerciali cinesi dannose per l'interesse nazionale statunitense. La «Nuova Via della Seta» apre a Pechino nuovi mercati, e al contempo si porta avanti nella corsa alle tecnologie di frontiera (5G, intelligenza artificiale e così via), mentre a Washington resta l'arma dei dazi. L'escalation della guerra commerciale ha visto la leadership cinese, come una squadra di ciclisti coesi, rispondere in progressione agli attacchi e alle stoccate statunitensi, attraverso dazi mirati nell'obiettivo (come quelli contro la soia statunitense), minacce di embargo di risorse strategiche (terre rare) e rilancio dei principali progetti di Pechino.

La nuova fase della sfida economica tra Cina e Usa appare focalizzata sul controllo delle tecnologie strategiche. Non a caso è Huawei a trovarsi in mezzo al contenzioso: i dati saranno, secondo gli analisti, il «petrolio del XXI secolo», la risorsa il cui controllo faciliterà i processi industriali, le transazioni finanziarie, l'interconnessione tra oggetti e processi (internet delle cose). Cina e Stati Uniti sono gli attori globali più disposti a scendere in campo per il controllo delle tecnologie di frontiera e del valore aggiunto economico e strategico ad esse associato. Non è un caso che sul 5G e sui domini affini insistano le nuove problematiche insorte tra Cina e Usa. Xi Jinping e Donald Trump giocano a scacchi, uno mettendo sul campo centinaia di miliardi di dollari di investimenti e l'altro richiamando apparati e alleati alla fedeltà a Washington. Scatenando un tiro alla fune da cui nessuno dei due contendenti intende ritirarsi. Tra Pechino e Washington continueranno a volare scintille a lungo.

Commenti

nopolcorrect

Mer, 05/06/2019 - 12:20

Guerra che sarà perduta dai Cinesi, grandi lavoratori e bravissimi nel copiare, ma senza la creatività di Europei e Americani.

ROUTE66

Mer, 05/06/2019 - 14:19

IO COMPERO DA TE PER 600 MILIARDI AL"ANNO E TU COMPERI DA ME PER 120 MILIARDI. DOMANDA Può questo divario continuare per anni senza conseguenze? Date una risposta a questa domanda e avrete la soluzione

Sabino GALLO

Mer, 05/06/2019 - 19:40

Il "Mondialismo veloce" si traduce come un fenomeno creato per favorire "troppo" alcune (poche!) potenze mondiali, molto poco altre; e tenere fuori dai "grandi giochi" l'Europa della UE ! In questa Europa, del tutto priva di una politica "europeizzata condivisa da tutti gli Stati che ne fanno parte", appare evidente una situazione insoddisfacente e, per alcuni Stati, traballante ! In conclusione , la "nostra Europa" non partecipa alle grandi decisioni di gestione del Mondialismo. Questo commento è molto breve, per essere chiaro. Ma sono disponibili tutti gli elementi utili , per chiarire megtlio la questione ! Ne riparleremo !! La questione è molto interessante! Ne riparleremo!