Tra Usa e Cina si apre uno spiraglio per mettere fine alla guerra dei dazi

Dopo mesi di gelo, Washington e Pechino tornano a negoziare

Tra Stati Uniti e Cina si riapre uno spiraglio negoziale nel braccio di ferro commerciale combattuto a reciproci colpi di dazi. A oltre due mesi e mezzo dalla sospensione delle trattative, Washington e Pechino sembrano pronte a rimettersi sedute attorno allo stesso tavolo. Lo faranno il 22 e il 23 agosto prossimi, secondo il Wall Stret Journal, quando il viceministro Wang Shouwen incontrerà nella capitale Usa il sottosegretario americano al Tesoro, incaricato degli Affari internazionali, David Malpass. I tempi sono strettissimi. Proprio il 23 agosto l'amministrazione Trump dovrebbe far entrare in vigore tariffe punitive del 25%, preannunciate il 15 luglio scorso, su importazioni del Dragone per 16 miliardi di dollari; esse andranno ad aggiungersi a quelle scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli made in China. In entrambi i casi Pechino ha risposto con contromisure equivalenti. Nel frattempo il governo Usa sta studiando un rialzo al 25% dal 10% di altri dazi su 200 miliardi di importazioni cinesi. Pechino ha reagito a questa minaccia ventilando dazi su 60 miliardi di importazioni Usa e dicendosi pronta a una «guerra protratta».

I presupposti per arrivare a un accordo paiono tuttavia deboli. «La parte cinese - ha affermato il ministro cinese del Commercio - ribadisce la propria opposizione all'unilateralismo e alle misure di protezionismo commerciale e non accetta alcuna azione unilaterale di restrizioni commerciali». Dal canto suo, Larry Kudlow, consigliere economico alla Casa Bianca, ha avvertito Pechino: «Non sottostimi la fermezza e la disponibilità» del presidente americano Donald Trump «a lottare» per vincere la battaglia in corso portata avanti a colpi di dazi. Secondo Kudlow, Trump «è determinato a trovare una soluzione» e la Cina «sa quello che vogliamo», a cominciare da un'abolizione delle barriere commerciali e da uno stop ai furti di proprietà intellettuale.