Usa, il Fmi taglia le stime sulla crescita

Gli Stati Uniti cresceranno meno del previsto: nel 2013 il Pil salirà dell'1,9% e l'anno prossimo solo del 2,7%, meno del 3% atteso solo qualche mese fa. E la «responsabilità» è dei tagli automatici alla spesa che hanno causato una stretta «eccessivamente rapida e mal disegnata». Un rallentamento che alimenta la pressione sulla Fed, alle prese con un'exit strategy che presenta rischi. A scattare la fotografia dello stato di salute dell'economia americana è il Fondo Monetario internazionale, nell'Article Iv, il rapporto di check up sull'andamento economico. L'allentamento monetario della Fed, con acquisti per 85 miliardi di dollari al mese, andrà avanti almeno fino alla fine dell'anno, poi sarà «leggermente» rivisto al ribasso, prevede il Fondo. «Non c'è fretta - afferma il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde - per il ritiro delle misure straordinarie messe in campo», i cui benefici restano «superiori ai costi». La Fed deve «continuare a prepararsi a un'uscita dolce».