Usa, occupazione stabile E i mercati festeggiano

Divisi quasi su tutto, i leader mondiali riuniti a San Pietroburgo concordano almeno su un punto: la crisi non è finita. Ed ecco perché anche le attuali politiche monetarie devono essere cambiate «con prudenza e in maniera calibrata», sottolinea il comunicato finale del G20. Traduzione ufficiale delle rassicurazioni fatte in mattinata dal presidente Barack Obama : la rimozione degli stimoli monetari all'economia Usa, il «Quantitative easing», verrà operata in maniera graduale.
Un messaggio rivolto soprattutto ai leader dei grandi Paesi emergenti, dove da mesi la prospettiva della fine del programma di sostegno ha innescato massicci sommovimenti di capitali e scivoloni delle valute locali. Indicazioni più precise sulla tempistica del «tapering» (il ritiro degli stimoli) dovrebbero arrivare, comunque, il 18 settembre, dalla consueta conferenza stampa del governatore Ben Bernanke.
Aspettando le prossime mosse della Fed, i mercati hanno intanto apprezzato il dato sul tasso di disoccupazione negli Usa, sceso al 7,3%, minimi del dicembre 2008, anche se il numero dei posti creati (169mila) è inferiore alle attese. Tutte le Borse europee hanno dunque chiuso in rialzo, Piazza Affari compresa (+1,21%). Ma la tensione ora si sposta sui titoli di Stato: l'incertezza politica spinge lo spread tra Btp e Bund a 255 punti, a un soffio dai 258 dei Bonos spagnoli; non accadeva da un anno e mezzo.
Nel mirino, comunque, resta la Grecia: secondo il Fondo monetario internazionale, Atene avrà bisogno tra il 2015 e il 2020 di altri 47 miliardi di euro. Lo scrive l'agenzia tedesca Dpa: il dato sarebbe emerso, infatti, dopo che la commissione bilancio del Bundestag ha chiesto al ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, un quadro sulla situazione ellenica.
La cifra include il finanzamento del deficit pubblico, così come gli interessi sui titoli di Stato e il pagamento di altri interessi.