Della Valle: «Via il patto o lascio Rcs»

«Sciogliere il patto di sindacato, sostituendolo con alcuni azionisti pronti ad investire e avere quote simili tra di loro». È questa la conditio sine qua non posta da Diego Della Valle per continuare a partecipare della compagine azionaria di Rcs. «Se questa linea strategica troverà conferma, sono prontissimo a fare la mia parte», ha dichiarato. Un messaggio, sotto forma di comunicato stampa, indirizzato soprattutto ad Alberto Nagel di Mediobanca e a Giovanni Bazoli di Intesa con i quali l'imprenditore marchigiano avrà un incontro a Milano tra domani e venerdì.
I punti qualificanti dell'intervento di Della Valle, tuttavia, non rappresentano un diktat, ma sono frutto di un'elaborazione avviata nei precedenti incontri con i banchieri-soci del Corriere. «Sto aspettando che alcuni importanti azionisti mi confermino quello che avevamo, in più di un'occasione, discusso e considerato positivamente», ha sottolineato Mister Tod's. E questa puntualizzazione rappresenta una stilettata a John Elkann, nuovo uomo forte di Via Solferino dopo l'acquisizione di diritti che gli daranno l'opportunità di salire tramite Fiat al 20,135% del gruppo editoriale. Se i piani cambieranno «perché qualcuno ha comperato un po' di diritti, prenderò atto che manca la volontà di affrontare le criticità», ha tagliato corto Della Valle
Insomma, l'iniziativa del Lingotto, in quest'ottica, sarebbe frutto di una sortita individuale, non concordata e che, in quanto tale, ha spiazzato Della Valle nelle sue trattative volte non solo a predisporre la fine del patto ma anche a «modificare il piano e rivedere alcuni termini dell'aumento». Due questioni che, invece, per Elkann sono praticamente fuori discussione essendo un sostenitore dell'ad Scott Jovane così come fuori discussione dovrebbe essere la prosecuzione del patto in altre forme (che magari non contemplino l'obbligo d'Opa).
E che non ci siano possibilità di conciliazione, in qualche modo, lo ha ribadito anche Della Valle stesso smentendo i rumor secondo i quali nella sua agenda sarebbe previsto anche un incontro con il giovane presidente della Fiat. Non a caso, il comunicato è datato «Parigi», segno che ad horas non sono previsti movimenti significativi (pure Nagel è a Londra per il roadshow di Mediobanca e tornerà a Milano domani).
I toni di Mister Tod's, tuttavia, si possono conciliare difficilmente con i meccanismi dello stesso patto di sindacato di Rcs. Al di là delle disdette, previste per settembre, le stesse modifiche statutarie impongono un'unanimità che, a oggi, è impensabile. Idem per le modifiche al piano industriale, spin-off inclusi. Ecco perché tra il termine dell'aumento (ieri i Pesenti hanno confermato che si diluiranno al 3,74%) e il direttivo, convocato a fine mese, si dovrà svolgere un ulteriore fitto lavoro di tessitura fra Piazzetta Cuccia e Ca' de Sass. Alla Borsa piacciono gli «scontri» e ieri Rcs ha guadagnato l'8 per cento.