Viola: «Antonveneta non è in vendita» Eba: possibile proroga

Nessun cda di Monte Paschi oggi a Siena. L’idea dell’ad Fabrizio Viola è quella di andare direttamente a lunedì 25 giugno per affrontare i nodi legati al rafforzamento di capitale e al piano industriale. Anche perché di qui ad allora sarà chiaro se un’ipotesi circolata in questi giorni troverà conferma: il possibile slittamento del termine del 30 giugno per il rispetto dei requisiti patrimoniali: alla luce della disastrosa situazione sui mercati di queste settimane, che rende più difficile che mai ogni tipo di operazione, l’Eba potrebbe dare alle banche qualche tempo in più. Per Mps significherebbe avere un po’ di ossigeno nella triplice trattativa che sta conducendo: da un lato la cessione del 60% di Biverbanca per almeno 200 milioni; dall’altro quella di 100-200 sportelli Antonveneta; infine l’emissione di Coco bond.
Sul primo punto Mps sta sondando come noto due compratori: Popolare Vicenza e Cassa Asti. Entrambi hanno fatto un’offerta, ma la seconda sembra favorita perché più gradita alle Fondazioni di Biella e Vercelli che, oltre al 40%, detengono per governance una sorta di diritto di veto che la Pop Vicenza è decisa a mettere in discussione. In ogni caso, per Siena, il prezzo non è irrilevante: Mps vuole portare a casa una plusvalenza, viceversa l’operazione non avrebbe molto peso sulla riduzione del gap di capitale. Sul secondo punto, Viola ha ieri detto che il marchio non si tocca: «Non mi risulta che sia in vendita. Non stiamo vendendo marchi». Ma non ha dato ulteriori indicazioni. L’ipotesi è che la Pop Vicenza presieduta da Gianni Zonin possa essere interessata agli sportelli di Antonveneta proprio in alternativa a Biverbanca. Ma anche per la valutazione delle filiali vale il discorso prezzo di Biverbanca: sotto a una valutazione di 2,5-3 milioni a sportello l’operazione non avrebbe senso. Per quanto riguarda l’ultimo punto (l’emissione di bond convertibili in base all’andamento patrimoniale), la banca senese aspetta di capire se, rispetto alla struttura proposta, sia sufficiente un protocollo di Bnkitalia o se l’ok debba arrivare dall’Europa.
In tutto Viola deve trovare 1,2-1,3 miliardi che mancano alla richiesta Eba di 3,3. In due settimane. Per questo circolano sul mercato anche ipotesi di piani B: se l’Eba non dovesse concedere proroghe e nell’impossibilità di andare sul mercato per le condizioni delle Borse, l’ipotesi più battuta è quella di chiedere un intervento pubblico transitorio. Che potrebbe essere limitato al congelamento degli interessi sui Tremonti bond da 1,9 miliardi che sono indicizzati al rendimento dei Btp, con uno spread che cresce nel tempo: alla lunga può diventare un salasso di diverse centinaia di milioni l’anno. Se congelato avrebbe un valore non indifferente.