Vivendi al bivio Premium Mediaset sale dell'1,6%

Oggi il cda di Parigi, i francesi rischiano che anche i fondi chiedano i danni. Le voci su nuovi partner

Cinzia Meoni

Mediaset rimbalza e chiude la seduta a 2,9 euro in rialzo dell'1,6%, mentre a Piazza Affari gli esperti tornano a valorizzare Premium, la pay tv del Biscione oggetto dello scontro con Vivendi e a scommettere sull'esito della battaglia in corso per l'esecuzione del contratto di compravendita siglato, con i francesi, in aprile e su cui tuttavia il gruppo di Vincente Bollorè ha fatto retromarcia un mese fa.

Oggi è attesa una prima risposta di Vivendi alle due citazioni in giudizio, da parte sia di Mediaset e sia di Fininvest (a cui fa capo il 34,7% del capitale del broadcaster), notificate in questi ultimi giorni, in cui si chiede l'esecuzione dell'accordo e i danni derivanti dal dietrofront. Più in dettaglio, il gruppo tv presieduto da Fedele Confalonieri ha chiesto 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'esecuzione a decorrere dal 25 luglio, mentre i danni calcolati dalla holding Fininvest, complessivamente, ammontano a 570 milioni.

In giornata si terrà infatti il cda di Vivendi per l'approvazione dei conti trimestrali ed è verosimile che venga analizzato il nodo Premium. Fonti vicine a Parigi tendono a minimizzare la possibilità che dal vertice francese di oggi arrivi una contro proposta in grado di sbloccare la situazione, in teoria, si ribadisce, c'è tempo fino al closing del contratto fissato al 30 settembre per trovare un accordo. Magari coinvolgendo ulteriori interlocutori nel capitale di Premium: operatori tlc come Telecom Italia (il cui azionista di riferimento è Vivendi), gruppi media come Sky, Discovery, Liberty Media e perfino di società cinesi, Phoenix e LeTv.

Da Cologno Monzese, tuttavia, tutto tace e si ricorda che, nel corso degli anni, Premium è stato esaminata da tutti i maggiori interlocutori internazionali.

Sul mercato peraltro si ragiona anche su un altro tema. La richiesta di danni depositata martedì da Fininvest potrebbe spingere anche altri azionisti del Biscione a presentare il conto a Vivendi, intervenendo nel procedimento secondo quanto previsto dal 1° comma dell'articolo 105 del codice di procedura civile. Il calcolo tiene conto della «diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell'accaduto, il mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all'esecuzione del contratto, nonché all'evidentissimo danno di immagine». Danni che, verosimilmente, hanno registrato anche gli altri azionisti del colosso tv, a iniziare da Mackenzie Financial Corporation e Fmr che a libro soci detengono il 4,92% e il 3,55% del capitale. Certo è che, se i fondi dovessero decidere di scendere in campo, la situazione per Vivendi diverrebbe incandescente.